Sos Altissimo: un comitato all’attacco della megacentrale
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fonte:
- Trentino extra
TORBOLE. L’attacco che il neonato comitato SOS Altissimo -coordinato da Matteo Marega, imprenditore roveretano residente a Tempesta- ha sferrato al progetto di costruzione d’una centrale idrolettrica all’interno dell’Altissimo, rovescia completamente la natura dell’opera, che i promotori (fra cui indirettamente la Provincia) hanno presentato come sfruttamento d’una fonte rinnovabile (come le centrali idroelettriche vere), mentre invece consiste in una pura e semplice speculazione basata sulla differenza di prezzo dell’energia elettrica nelle diverse ore della giornata. Infatti la centrale di fatto consumerà più energia di quanta ne produrrà: solo che consumerà per il pompaggio notturno egergia (comunque generata da combustibile fossile o in futuro nucleare) a tariffa bassa e la venderà nell’orario di picco di consumo a tariffa maggiorata. La redditività dell’investimento (1,2 miliardi di euro a progetto) viene accresciuta attraverso il meccanisnmo della legge sulla produzione di energia da fonte diversa da quella fossile che assimila l’impianto dell’Altissimo a quelli che producono realmente energia da fonte rinnovabile e riconosce quindi un incentivo per ogni watt prodotto. L’altro aspetto che il comitato giudica di estrema gravità è rappresentato dal silenzio che ha accompagnato lo sviluppo del progetto. La provincia aveva trattative in corso con la società proponente (Eva Energie Valsabbia con Sws engeneering) dal 2007, e nel 2008 Dolomiti energia -società partecipata dalla provincia- acquistò quote di capitale della stessa società. Non c’è alcuna probabilità -afferma il comitato- che la Valutazione di impatto ambientale possa fermare il progetto. Ed allora non resta che una campagna di informazione nella speranza che un calo di popolarità possa indurre i responsabili politici a riconsiderare la questione. Per questo è stato chiesto anche alla Fraglia della Vela di prendere posizione (come Wwf, Amici della Terra, Sat, Codacons). Il presidente Vacondio ha investito della questione il direttivo che per ora manifesta perplessità ed esprimerà nella prossima riunione una posizione ufficiale.
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