5 Dicembre 2005

Sorpresa: prezzo della spesa fermo da un anno

Sorpresa: prezzo della spesa fermo da un anno
Antonelli del Codacons: «È praticamente raddoppiato in meno di 4 anni e, anche se ora si è stabilizzato, rimane assurdo»

Dopo la stangata legata all`introduzione dell`euro e l`impennata dei costi tra il 2002 e 2004, la corsa ai rincari si è bloccata



Quanto spende una famiglia comasca per mangiare? E soprattutto, quanto è variata la spesa nel corso dell`ultimo anno? Per capirlo, abbiamo preso in considerazione un nucleo composto da quattro persone, e per ogni giorno abbiamo stabilito cosa preparare per colazione, pranzo e cena, utilizzando gli alimenti monitorati dall`Osservatorio dei prezzi del Comune. I menù di un giorno possono valere come esempio: per colazione, caffelatte e biscotti; per pranzo, pollo con patate e peperoni; per cena, pasta al sugo, formaggi freschi e carote bollite. Poi, naturalmente, pane, bevande (acqua e vino), e frutta. Procedendo in questa maniera per un mese, e cercando di variare i menù il più possibile, abbiamo calcolato gli ingredienti necessari, per poi moltiplicare ogni quantità per il rispettivo prezzo medio fornito dal Comune. Risultato: nell`ottobre 2005 (i dati di novembre non sono ancora disponibili), la nostra famiglia comasca media ha speso 545 euro per mangiare. A questo punto, abbiamo ripetuto gli stessi calcoli con i prezzi relativi all`ottobre 2004. Stessa famiglia e stesso menù, ma spesa leggermente superiore: per un mese, 550 euro. Un dato, questo, confermato anche dall`Osservatorio comasco dei prezzi, che per quanto riguarda i prodotti alimentari, dall`ottobre 2004 allo stesso mese del 2005 registra un calo percentuale dell`1,6%. E l`impennata dei prezzi, di cui così spesso si parla? «Per quanto riguarda gli alimenti – spiega Mauro Antonelli del Codacons – i prezzi sono praticamente raddoppiati fra il 2002 e il 2004, per poi stabilizzarsi. Anche se nell`ultimo anno non sono aumentati, rimangono dei prezzi assurdi». Non bastasse, andando a spulciare le singole voci ci si rende conto di come il calo registrato sia più che altro apparente. L`alimento più calato di prezzo, infatti, è il pollo, per la diminuzione della domanda causata dalla sindrome dell`influenza aviaria: da 3,49 euro al chilo – il dato dell`ottobre 2004 -, in un anno è sceso a 2,96. Oltre al pollo, a calare sono soprattutto gli alimenti il cui prezzo è fortemente variabile, e in primis la frutta: mele (da 1,93 a 1,83 euro al chilo), limoni (da 1,93 a 1,83), banane (da 2 a 1,95), pesche (da 2,18 a 2,06) e kiwi (da 3,27 a 2,84). A salire, invece, sono tutti gli alimenti di prima necessità, dal pane – le rosette sono balzate da 2,17 a 2,29 euro al chilo – all`acqua: se un anno fa per sei bottiglie si pagavano 1,95 euro, ora se ne pagano 2,09. E compresi la carne bovina (da 11,79 a 12,23 euro al chilo), il riso (da 1,73 a 2) e le uova (da 1,03 a 1,20 per sei unità). L`aumento più significativo riguarda però il caffè, più costoso di ben un euro e 20 centesimi: mentre nel 2004 il prezzo era di 7,57 euro al chilo, ora è salito a 8,79, con una crescita pari al 16,1%. Riassumendo: se si escludono dal paniere il pollo e la frutta, alimenti dal prezzo molto instabile, anziché un calo si registrerebbe una crescita dei prezzi. «La scelta degli elementi da inserire nel paniere – dice ancora Mauro Antonelli del Codacons – è decisiva. Soprattutto nei periodi di recessione, quando i prezzi sono molto instabili, scegliere gli elementi sbagliati può falsare i risultati».

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this