3 Maggio 2002

Sorpresa: il carovita scende al 2,4%

L?Istat corregge i primi dati

Sorpresa: il carovita scende al 2,4%

Gli analisti: difficile
andare sotto il 2%




ROMA – L?Istat «corregge» i dati di aprile sul costo della vita delle città campione (i prezzi al consumo invece che dello 0,4% sono saliti dello 0,3% rispetto a marzo) facendo attestare l`inflazione non più al 2,5% ma al 2,4%. Un risultato più favorevole, anche se il dato italiano (sul quale hanno pesato soprattutto gli effetti del caro-carburanti e gli arrotondamenti dell?euro) resta comunque superiore a quello degli altri paesi dell?area euro. Al punto di spingere molti analisti a restare scettici sulla possibilità di centrare l?obiettivo di inflazione intorno al 2% fissato dal Governo. Ma anche dalla Bce si continua a non abbassare la guardia, considerando che il futuro dei prezzi nell`Eurozona appare meno favorevole che alla fine del 2001. Per il presidente della Bce, Wim Duisenberg, occorre infatti «rimanere vigili sui fattori che determinano le previsioni sui prezzi. In particolare i prezzi del petrolio e i salari». Nella conferenza stampa che ha seguito la decisione della banca centrale di lasciare invariati i tassi di interesse europei, Duisenberg ha precisato di «non essere più sicuro» che il tasso medio di inflazione dell`area euro raggiungerà il tetto del 2% previsto per la fine dell`anno. Dovrebbe comunque «avvicinarsi» a questo livello. L`incertezza è legata «per larga parte» all`aumento del prezzo del petrolio. Per quanto riguarda più da vicino l?Italia, da parte della Confindustria viene rilevato che il trend in discesa dell?inflazione sembra continuare anche se molto più lentamente di quanto si prevedesse e difficilmente si scenderà sotto il 2% in media annua nel 2002. Il Chief Economist di Confindustria, Gianpaolo Galli, commentando i dati dell`Istat e le dichiarazioni di Duisemberg ha sottotolineato che la situazione italiana è simile a quella dell`area euro nel suo complesso. «Alla luce dei dati – ha affermato Galli – sembra piuttosto difficile arrivare sotto il 2% a fine anno. La tendenza è alla riduzione ma è molto graduale». Per Galli è possibile che si scenda sotto il 2% nei prossimi mesi come dato congiunturale «ma credo staremo leggermente sopra come media annua».
Sui numeri di aprile, oltre all`atteso rialzo del capitolo trasporti (+0,8% mensile) che ha subito l`impatto dei rincari dei prezzi del petrolio, ha influito in realtà un «andamento anomalo» dei prezzi alimentari (+0,6%), secondo quanto osserva Giada Giani di IntesaBci. Che, all`unisono con Donato Berardi di Ref.Irs, attribuisce gli aumenti in questo segmento ad un`ondata di arrotondamenti post passaggio all`euro. A fine marzo, spiegano infatti gli analisti, è scaduto l`accordo che la grande distribuzione aveva stipulato con l`industria alimentare per evitare i rialzi dei prezzi nel periodo di transizione alla moneta unica. E dalle associazioni dei consumatori è scattato ieri un drammatico allarme sull?inflazione: secondo le stime di aprile diffuse dall?Istat, gli aumenti del costo della vita e gli arrotondamenti dell`euro hanno «mangiato» una settimana di stipendio al 47,5% delle famiglie. Insomma, sstengono Codacons, Adusbef, Federconsumatori ed Adoc, se con lo stipendio in lire le famiglie italiane arrivavano al 27 del mese, con quello in euro (e l`identico paniere di spesa) arrivano oggi al 20-21 del mese.

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