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29 Marzo 2010

Sorpresa amara nelle uova: spesa più cara

l’allarme del codacons Il pranzo costa 210 euro a famiglia, 15 in più rispetto al 2009. Più salate anche le colombe

ROMA Non bastava gli aumenti su carburante, gas, tariffe autostradali e assicurazioni auto. Ora anche la Pasqua rischia di trasformarsi in un salasso.
Una cosa è certa: per il pranzo pasquale ogni famiglia spenderà all’incirca 210 euro, 15 euro in più rispetto al 2009 (+7,7%), dovendo fare i conti con i rincari dei tipici prodotti della festività, a partire dalle colombe, i cui prezzi sfiorano un incremento del 6%. Allo stesso tempo, diminuisce il numero delle uova di cioccolato acquistate, visto che la sorpresa, sempre gradita, non giustifica il rincaro.
A dirlo i dati di una indagine condotta dal Codacons nella grande e piccola distribuzione delle principali città italiane.
A far salire la spesa degli italiani, dunque, sono gli aumenti innanzitutto delle colombe (+1,8% per quelle di marca e +5,9% per quelle non di marca) e della tipica pizza pasquale al formaggio (+6,1%), ma anche della carne (agnello +1,9%) e dei salumi (+2,6%).
Quantitativamente, afferma comunque il presidente Codacons, Carlo Rienzi, «gli acquisti alimentari saranno in linea con lo scorso anno. In controtendenza, però, rispetto agli scorsi anni diminuisce il numero di uova di Pasqua acquistate dalle famiglie. Se fino al 2009 ogni famiglia acquistava in media 5 uova di Pasqua e 3 colombe, nel 2010 il numero di uova di cioccolato acquistate scenderà a 4».
A proposito di uova di Pasqua, anche qui nonmancano sorprese… amare. Nonostante la crisi, hanno infatti fatto registrare rincari anche quest’anno. A rilevarlo, in questo caso, è l’Unione nazionale consumatori. «Secondo quanto rilevato – sottolinea Massimiliano Dona, segretario generale dell’Unc – rispetto al 2009 i prezzi delle uova sono aumentati di una percentuale che oscilla fra il 4% e l’8%, tanto che un uovo fatto di "cioccolato comune" può arrivare a costare 40 euro al kg. Se poi si passa alla dicitura cioccolato finissimo o extra, i costi diventano ancor più inaccessibili». Che fare per risparmiare? Innanzitutto, bisogna evitare di acquistare all’ultimo minuto quando i prezzi tendono ad aumentare e si può approfittare delle offerte delle grandi catene di distribuzione o anche dei piccoli punti vendita, controllando però sempre con molta attenzione la data di scadenza. «Ogni anno al termine delle festività pasquali si registra infatti una preoccupante percentuale di sprechi – conclude Dona – Tanto basta per capire che se l’acquisto non è ben ponderato, il salto dallo scaffale del supermercato al cassonetto dell’immondizia può essere molto breve». Per una Pasqua all’insegna del risparmio e senza brutte sorprese, Federconsumatori consiglia di controllare sempre la data di scadenza delle uova pasquali, il reale contenuto di cacao tra gli ingredienti, la presenza del marchio CE sulla sorpresa. Per quanto riguarda i cibi e, in particolare la carne, sarà meglio fare acquisti nei negozi di fiducia, fare attenzione alla provenienza dei prodotti e soprattutto non ridursi a fare la spesa negli ultimi giorni delle feste, quando i prezzi tendono a lievitare.
Altro modo per evitare salassi, è il commercio equo solidale, che offre la possibilità di godere dei propri acquisti non rinunciando alla solidarietà e al rispetto per l’ambiente. Sono numerose le idee che il virtuoso settore offre ai consumatori: nelle 350 botteghe in Italia di Altromercato, il consorzio composto da 130 cooperative e organizzazioni non-profit, si potranno trovare prodotti preparati artigianalmente con ingredienti ricavati da agricolture biologiche nel Sud del Mondo. Oltre alle uova di cioccolato e ai classici dolci, quest’anno ci saranno anche marionette che contengono sacchetti di ovetti pasquali. Le cooperative Equo Mercato e Equoland propongono, invece, il tradizionale dolce di Pasqua con marmellata del Kenya e zucchero dall’isola di Muritius confezionata in una borsa in stoffa e uova di cioccolato.

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