23 Aprile 2011

Sorpresa amara: l’ uovo di Pasqua costa di più

Sorpresa amara: l’ uovo di Pasqua costa di più
 

– MILANO – E’ UNA COLOMBA da 10,3 milioni euro quella che i pasticceri milanesi si apprestano a servire sulla nostra tavola pasquale. Tanto vale la festa per le imprese dolciarie milanesi, che stimano un aumento dell’ 11% del fatturato secondo un’ indagine della Camera di commercio. UOVA D’ ORO , quelle che apriremo a Pasqua, e non ci si riferisce qui a Savini o all’ edizione limitata confezionata da Gobino, mastro cioccolataio sabaudo con avamposto in corso Garibaldi, che le «placcano» con polvere dorata commestibile, ma al dolce tout court . Che venga da una boutique o dal supermercato, l’ uovo di cioccolato quest’ anno segna aumenti vertiginosi. E anche la colomba non scherza: più 12,5% rispetto all’ anno scorso, denuncia l’ Adoc che stima un rincaro del 4% sull’ intera spesa alimentare di Pasqua e, sull’ uovo, prezzi in crescita del 2,3% per un prodotto di marca, di fascia media e peso tra i 200 e i 250 grammi, che si tradurrà in una salasso di 50 euro a famiglia, il 39,3% più del 2010. Per il Codacons la stangata vale più 9,5% per l’ uovo e più 8,3% per la colomba, per Altroconsumo, che ha battuto una quarantina di negozi, le uova sono aumentate in media del 13%, con punte fino al 27 e al 38% per alcuni prodotti che costano oltre 10 euro più dell’ anno scorso. Nel balletto di cifre fornite dalle associazioni di consumatori la tendenza è chiara: un’ impennata rispetto all’ anno scorso, quando i prezzi dal 2009 si erano limitati ad accordarsi al tasso d’ inflazione. A fare la differenza, sottolinea il Codacons, è la speculazione in corso su alcune materie prime come cioccolato e zucchero, che si scarica sull’ ultimo anello della catena (noi). Anche se, fa notare Altroconsumo, il cioccolato in forma d’ uovo costa tra i 30 e i 60 euro al chilo, vale a dire circa cinque volte in più rispetto alla tavoletta: un rincaro che, anche considerando la diversa lavorazione e la sorpresa, appare «poco giustificato». Il consiglio, di tutti, è approfittare delle offerte, che non mancano. PER CHI non ha problemi di soldi, invece, l’ offerta è sempre più alta: nelle boutique Armani si trova la terza collezione di uova griffate con l’ inconfondibile «A» e avvolte in una carta blu tipo kimono, Cavalli esporta le sue stampe animalier su uova zebrate e giraffate che il fiorentino Caffè Giacosa vende anche on line (49 euro la versione da 140 grammi). Il prezzo è invece «su richiesta», come gli abiti più costosi nelle riviste di moda, per il «Prezioso» di Gobino, sacerdote del gianduja (e dell’ uovo in edizione limitata) che mescola cacao pregiati a polvere d’ oro in un dolce-gioiello prodotto in soli cento pezzi; la sorpresa, esterna, è un esclusivo pendente Swarovski. Ma il cioccolato, effimero piacere, fa pure marciare l’ economia. Perché quanto a fornai e pasticceri noi siamo una piccola potenza: con 893 attività tra produzione e commercio Milano accentra il 3,6% delle imprese italiane del settore, classificandosi quarto polo dolciario d’ Italia (davanti a Salerno e dietro Roma, Napoli e Torino). E se si guarda ai soli prodotti freschi è prima, con 112 attività. Intanto uovo e colomba diventano internazionali: dei 600 imprenditori stranieri del comparto, rivela un’ elaborazione camerale dei cugini di Monza e Brianza, la concentrazione più alta è in Lombardia (14,5%), e tra le nostre due province se ne contano oltre quaranta.
 

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