Sorpresa: a settembre calano i prezzi
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fonte:
- Giornale di Brescia
ROMA Non accadeva da oltre 10 anni: in settembre i prezzi al consumo sono diminuiti rispetto al mese precedente. Il calo è stato di appena lo 0,1%, ma ha comunque segnato un`inversione di tendenza rispetto all`andamento al rialzo assolutamente predominante nelle statistiche. Il tasso di inflazione è così sceso dal 2,2% di agosto al 2,1%, dato rivisto al ribasso grazie alle rilevazioni definitive dell`istituto di statistica. Per quanto riguarda Brescia, invece, il dato congiunturale non presenta variazioni rispetto ad agosto. Mentre il tendenziale registra una diminuzione di due frazioni di punto: dal 2,1% di agosto all`1,9% di settembre. Gli italiani non potevano contare su un calo dei prezzi su base mensile dal mese di luglio del 1996, quando la flessione rispetto a giugno fu sempre dello 0,1%. Come quasi ogni mese, l`impatto più significativo è stato quello delle quotazioni del petrolio che pesano fortemente sull`andamento dei prezzi. Questa volta però, il greggio, sceso dai massimi toccati in piena estate, ha avuto un effetto disinflazionistico, rallentando la corsa del carovita. In settembre i prezzi dei beni energetici sono infatti diminuiti del 2,4% rispetto al mese precedente e, su base annua, l`aumento è stato di circa la metà rispetto a quello registrato in agosto (da +10,5% a +5,9%). A rallentare è stata soprattutto la dinamica dei beni non regolamentati, come la benzina che ha registrato un netto calo su base mensile (-6,8%) e una più contenuta seppur significativa flessione su base annua (-0,2%). Anche il capitolo trasporti ha registrato un calo mensile dell`1,5%, mentre su base annuale l`aumento è stato in linea con l`inflazione (+2%). Restano invece ancora significativi gli incrementi annuali dei beni regolamentati (essenzialmente le tariffe di luce e gas aggiornate ogni tre mesi dall`Authority per l`energia): il confronto mensile ha infatti registrato una variazione nulla, mentre rispetto a settembre 2005 i prezzi sono aumentati del 12,7% (+12,8% ad agosto). La frenata dell`energia è stata parzialmente controbilanciata dall`accelerazione dei prezzi degli alimentari (il capitolo prodotti alimentari e bevande analcoliche ha registrato un aumento del 2,5% rispetto a settembre 2005 e dello 0,3% rispetto ad agosto 2006). Ma a crescere sono stati anche i prezzi del capitolo istruzione, che a settembre, in coincidenza con la riapertura delle scuole, ha segnato un incremento congiunturale dello 0,6%. In particolare ad aumentare rispetto allo scorso anno sono stati anche i prezzi dei libri di testo, aumentati del 2%. Caso particolare anche quello dei servizi finanziari, che su base annua hanno registrato un aumento dello 0,9%, ma su base mensile sono diminuiti dello 0,1%. Un calo, spiegano all`Istat, imputabile in gran parte ad un aumento della frequenza nei casi di azzeramento delle spese di estinzione dei conti correnti e quindi di un adeguamento delle banche alle disposizioni previste dalla legge sul risparmio. La revisione al ribasso dei dati preliminari, con la buona notizia per le tasche degli italiani, non ha però del tutto convinto le associazioni dei consumatori. Secondo l`Adiconsum è presto per cantare vittoria, mentre l`Adusbef reputa i calcoli dell`Istat delle “alchimie“ perpetrate “per non disturbare troppo il manovratore di turno“. Soddisfazione, invece, da parte del Codacons. “Pur ritenendo i dati dell`Istat sottostimati – afferma il presidente Codacons Carlo Rienzi – tale calo rappresenta un primo segnale positivo, probabilmente dovuto alla diminuzione dei prezzi dei farmaci registrata grazie al decreto Bersani“. Questo significa che “occorre proseguire sulla strada delle liberalizzazioni e incentivare la concorrenza in tutti i settori“.
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