5 Febbraio 2005

Soresina: sentenza isolata e spregiudicata

«Si tratta di una sentenza isolata e anche, mi si consenta, piuttosto ardita. In controtendenza con l?orientamento del giudice di pace milanese». Bruno Soresina, presidente Atm non ha dubbi: «Un pronunciamento che non potrà fare scuola». Quante sono state le richieste di risarcimento dopo gli scioperi di fine 2003?

«Una ventina. Il Codacons ha fatto causa ad Atm e ha invitato i milanesi a fare lo stesso. Mi pare che l?unica sentenza favorevole ai ricorrenti sia questa».

Forse sarà stata meglio argomentata?

«Non direi. Il tema è sempre un po? quello della responsabilità oggettiva dell?azienda. Che non può esistere: in Italia o c?è la colpa, o c?è il dolo. E il giudice ha riconosciuto che ad Atm non si può imputare né l?una né l?altro».

Però il contratto rappresentato dal biglietto è «sottoscritto» tra viaggiatore e azienda.

«La responsabilità, questa sì oggettiva, è di quei lavoratori che non si sono presentati al lavoro. Voglio ricordarlo: uno sciopero ha regole precise. E dunque quello non è stato uno sciopero».

E allora perché siete voi a dover risarcire?

«Bisogna chiederlo al giudice. Il senso mi pare che sia: diamo la colpa ad Atm, anche se non ha responsabilità, e sarà l?azienda a rivalersi sui dipendenti».

E lo farete?

«Quel che si poteva fare è stato fatto: abbiamo prospettato la vicenda alla commissione di garanzia per gli scioperi, la commissione ha sancito l?illegittimità dello sciopero, e noi abbiamo sanzionato 2500 dipendenti con una multa da 40 euro».

Come sa che non ci saranno altre sentenze «ardite»?

«Mah, anche statisticamente, una sentenza favorevole su venti, a fronte di milioni di cittadini trasportati, non mi pare sia granché significativa».

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