12 Maggio 2013

“Sono tossiche e malfunzionanti” E’ allarme sulle protesi per l’ anca

“Sono tossiche e malfunzionanti” E’ allarme sulle protesi per l’ anca

PROTESI d’ anca malfunzionanti e tossiche per i pazienti, che devono essere sostituite molto prima dei dieci anni indicati come termine minimo per chi si sottopone all’ intervento di impianto. Parti di metallo che si toccano e che rilasciano nel sangue microparticelle. Ma soprattutto ioni cromo e ioni cobalto che possono rivelarsi velenosi per l’ organismo. Si tratta delle protesi commercializzate nel nostro Paese da DePuy Italia, del gruppo Johnson&Johnson, vendute e impiantate in almeno 4800 pazienti tra il 2003 e il 2010 e ritirate dal commercio dopo che in altri Paesi si erano verificati i primi casi di malfunzionamento e di tossicità. L’ allarme in Italia è arrivato con una denuncia del Codacons in seguito alla qualela procura di Torino ha disposto una indagine dei Nas intuendo che la gravità delle notizie provenienti dall’ estero avrebbe potuto assumere dimensioni vicine al disastro anche in Italia. Nel mondo sono 90 mila le persone che portano le DePuy. Alla consegna dei risultati dell’ indagine dei Nas il procuratore Raffaele Guariniello ha iscritto al registro degli indagatii cinque amministratori delegati che si sono succeduti dal 2003 al 2010 al vertice di DePuy Italia. L’ accusa è frode in commercio e commercializzazione di prodotti dannosi per la salute. Ma nei prossimi mesi saranno verificate le responsabilità individuali, non solo quelle derivanti dal ruolo di amministratore e le accuse potrebbero ulteriormente aggravarsi se la procuraverificasse che pur sapendo che le protesi erano pericolose l’ azienda non l’ ha segnalato tempestivamente agli ospedali. Nel frattempo è partito un censimento dettagliato per fotografare la situazione italiana. I dati ufficiali diffusi da DePuy parlano di una incidenza di problemi legati alla protesi intorno al 12-13 per cento del totale. In realtà con i primi dati in mano è emerso che su 4800 pazienti che sono portatori di questi ausili sono almeno un migliaio quelle che hanno già subito un reintervento. La relazione dei Nas parla di un paziente su otto con il conseguente aumento di rischi di infezione e di non completa riuscita dell’ operazione. Le protesi d’ anca possono essere costituite di diversi materiali: metallo (cromo-cobalto),ceramica, metallo con rivestimento di polietilene. I due modelli DePuy incriminati sono completamente metallici, sia la coppa che la testa femorale, e hanno dato problemi inaspettati: rilasciano ioni metallici che in quantità possono rivelarsi velenosi per l’ organismo. I microgranuli di cobalto possono creare una reazione da corpo estraneo, che può determinarelo scollamento della protesi. In più, il cobalto è un metallo che, a determinate concentrazioni, può essere tossico, e causare problemi neurologici e dolori muscolari. «L’ accusa per gli amministratori è di frode in commercio – spiega Michele Mario Tamponi maggiore dei carabinieri del Nas torinese – e commercializzazione di prodotti pericolosi per la salute. Unterzo delle protesi sono già state sostituite, ma è stato calcolato che solo in Italia, tra il 2003 e il 2010, sono stati 4800 i pazienti sottoposti ad intervento con queste protesi. Ora – precisa stiamo verificando in tutti gli ospedali d’ Italia se sono ancora utilizzate. Purtroppo in molti casi i pazienti operati non sanno che tipo di impianto hanno».© RIPRODUZIONE RISERVATA.

ottavia giustetti

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