15 Dicembre 2011

Sono illegittime le tessere del tifoso «ricaricabili»  

Sono illegittime le tessere del tifoso «ricaricabili»
 

MILANO La tessera del tifoso rischia di cadere sotto la scure del Tar Lazio. Almeno nella versione adottata da alcuni club che abbinano il rilascio della card dei supporter "graditi" alla sottoscrizione di una carta di credito prepagata. Un legame «inscindibile» tra tessera e carta di credito, infatti, «rappresenta una pratica commerciale scorretta ai sensi del Codice del consumo». È questa la convinzione del Consiglio di Stato che ha accolto (con l’ ordinanza n. 5364 depositata lo scorso 7 dicembre) il ricorso presentato in via cautelare da Codacons e Federsupporter e respinto in prima battuta dal Tar Lazio. Tribunale amministrativo che ora dovrà ridiscutere nel merito la questione, tenendo conto delle precise indicazioni del Consiglio di Stato. Codacons e Federsupporter si erano rivolti all’ Antitrust segnalando il fatto che, in molti casi, la compilazione dei moduli per ottenere la card comporta automaticamente l’ emissione, da parte della banca cui ne è affidata la gestione, di una carta di credito ricaricabile. L’ Authority aveva archiviato la pratica ritenendo il sistema corretto. Giudizio non condiviso, come detto, dal Consiglio di Stato. Per i giudici di Palazzo Spada «l’ abbinamento inscindibile (e quindi non declinabile dall’ utente) tra il rilascio della tessera di tifoso e la sottoscrizione di un contratto con un partner bancario per il rilascio di una carta di credito prepagata, potrebbe condizionare indebitamente la libertà di scelta del tifoso-utente». Peraltro, aggiunge il Consiglio di Stato, «in tal senso depone il fatto che, per il tifoso, l’ ottenimento della tessera appare condicio sine qua per poter essere ammesso, nelle giornate di trasferta della propria squadra, nel reparto dello stadio riservato agli ospiti, di guisa che appare verosimile che l’ acquisizione di tale utilità potrebbe indurlo a compiere un’ operazione commerciale (sottoscrizione della carta prepagata) che non avrebbe altrimenti compiuto». Se il Tar del Lazio dovesse confermare questa lettura non ne deriverebbe però – come, ieri, ha sottolineato l’ Osservatorio nazionale sulle manifestazioni sportive – l’ illegittimità di tutte le 800mila tessere in circolazione. Dovrebbero essere riviste, tuttavia, quelle che sono obbligatoriamente collegate a servizi bancari e, più in generale, quelle in cui le finalità di sicurezza sono messe in secondo piano rispetto agli aspetti commerciali. La card del Milan, "Cuore Rossonero", al momento la più diffusa (ne circolano circa 350mila), gestita da Intesa Sanpaolo, può essere utilizzata, per esempio, come carta bancaria prepagata ricaricabile per effettuare acquisti presso gli esercizi commerciali convenzionati e su internet. La funzione di carta prepagata è opzionale e può essere attivata e disattivata dal titolare in ogni momento. Proprio questa "opzionalità" dovrebbe tenerla a riparo, come le altre tessere con analoghe caratteristiche, da eventuali censure del Tar. Se ieri il presidente della Figc, Giancarlo Abete, è stato cauto nel giudizio («Dobbiamo approfondire i contenuti e capire se l’ illegittimità è collegata ad aspetti specifici»), l’ ex ministro dell’ Interno Roberto Maroni, che si è fortemente battuto negli anni scorsi con i club perchè si adeguassero al modello della tessera, ha invitato il Governo a non abbandonare questo strumento. «La legittimità della tessera – ha puntualizzato Maroni – non è messa in discussione dal Consiglio di Stato. Al di là degli aspetti commerciali, che vengono gestiti dalle società di calcio, essa si è rivelata uno strumento efficace contro la violenza e mi auguro che il nuovo Governo la confermi». ©

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