7 Ottobre 2008

Sono i giorni dell’Orso I fiorentini <assaltano> banche e associazioni

Decine di segnalazioni per acquisti di titoli Lehman NON SONO affatto tranquilli i risparmiatori fiorentini. La crisi finanziaria, che semina sconquassi anche nelle grandi banche italiane, getta una luce sinistra sul futuro. C’è chi telefona al proprio istituto e chi invece si rivolge alle associazioni dei consumatori. In poco più di due settimane, la sede provinciale di Adusbef ha ricevuto decine di segnalazioni, altrettante ne ha ricevute Aduc, mentre a Codacons Toscana si sono rivolti una novantina di toscani, di cui circa 50 fiorentini. La preoccupazione più grande riguarda le obbligazioni Lehman Bothers e le polizze index-linked ad essa collegate. "Ho acquistato obbligazioni Lehman per 35mila euro, ma la banca non mi sa dire niente?Perderò il mio denaro?", scrive in una email un risparmiatore fiorentino. E come lui se lo stanno chiedendo in molti, per importi che di media si attestano sui 20-30mila euro. In realtà, c’è ancora molta confusione tra i risparmiatori. "Nessuno ci sa dire ? fanno notare da Adusbef Firenze ? se quella che hanno sottoscritto è un’obbligazione emessa da Lehman Brothers, unico caso in cui l’investitore perde tutto il capitale". E la confusione non riguarda solo i prodotti legati al crac del colosso americano. "C’è chi vuole perfino ritirare i libretti postali, che sono garantiti dallo Stato, perché ha paura che siano a rischio", commenta Alessandro Pedone, responsabile Aduc per la tutela del risparmio. Anche il timore di rimetterci i propri risparmi depositati sul conto è del tutto infondato. Quei 22.700 euro o poco più che ogni famiglia tiene in deposito presso uno dei 677 sportelli bancari della provincia di Firenze sono al sicuro. Il sistema bancario italiano garantisce infatti ai clienti di tutte le banche una copertura assicurativa fino a 103mila euro per ogni conto corrente. Sicuri anche i titoli di Stato, mentre, col crollo delle Borse, bruciano gli investimenti in titoli azionari e anche l’obbligazionario lascia sul terreno un 6% a causa dello tsunami finanziario. Gli investitori locali, però, sono generalmente prudenti e il rischio sociale di questa crisi delle Borse dovrebbe restare contenuto. Le fasce più deboli o non hanno soldi da investire, infatti, o sono comunque più prudenti con i loro risparmi, orientandosi soprattutto verso titoli di Stato o fondi più sicuri. Se per esempio si guarda agli investimenti in fondi comuni a Firenze, si nota che i possessori hanno un’età media piuttosto elevata, sui 55 anni. Si decide, quindi, di investire in prodotti relativamente sicuri e solo dopo diversi anni di lavoro, quando si è raggiunta una certa stabilità economica. Piuttosto, le ricadute più forti di questa crisi si stanno già facendo sentire sui mutui a tasso variabile. L’ Euribor che continua a crescere ha portato la rata mensile a salire di 62 euro in poco più di due mesi. D’altro canto le banche hanno ormai messo paletti al credito. "Ottenere un mutuo o un prestito ? spiega Silvano Bartolini, responsabile mutui di Codacons Toscana ? è diventato davvero difficile. Impossibile, poi, avere oggi un mutuo al 100% del valore". A causa dell’aumento del costo del denaro, si ipotizzano ricadute anche sulle aziende fiorentine. "Le imprese, soprattutto nel settore della meccanica, moda e arredamento, che hanno brillato per il loro dinamismo e che oggi si caratterizzano per un’alta propensione all’export ? commenta Luigi Nenci, direttore di Cna Firenze ? sono anche quelle che, per investire, più si sono indebitate con le banche. E oggi rischiano di essere anche le più penalizzate dal terremoto finanziario".

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