“Sono e resto in campo da Lega e Forza Italia segnali incoraggianti”
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fonte:
- Il Mattino
Sono orgoglioso delle convergenze sulla mia persona e ringrazio chi le ha promosse. Ma noi comunque andiamo avanti». Antonio Cammarota sa che potrebbe mettere insieme Lega e Forza Italia. E nonostante il saluto con il leader della Lega, Matteo Salvini, durante la sua visita a Salerno – una stretta di mano che sa di endorsement – resta con i piedi per terra. Del resto, il consigliere uscente de La nostra Libertà e candidato sindaco alle prossime amministrative non nasconde che va avanti a prescindere da tutto. Cammarota, cosa vi siete detti con Salvini? «Sono stato chiamato e mi sono avvicinato. Santoro mi ha presentato a lui dicendo: “Cammarota è il nostro candidato civico”». E poi? «Gli ho detto che sono in campo. E lui ha risposto con un “Forza, forza!”». Non è stato un incontro casuale… «Sapevo che c’era il gazebo, anche perché in mattinata ero stato alla presentazione del comitato referendario».E sapeva che Salvini ci sarebbe andato… «Se avessimo voluto organizzare un incontro lo avremmo organizzato. È stato più o meno casuale. Sapevo che sarebbe passato sul corso, ma se non mi avessero chiamato non mi sarei potuto avvicinare perché,per motivi di ordine pubblico, il corteo non si sarebbe potuto fermare. Invece mi hanno chiamato Pierro e Santoro. Salvini è il leader del maggior partito nazionale, sono onorato di averlo salutato». Lei ha già incassato l’endorsement di Santoro. «Dante Santoro è un consigliere comunale e provinciale. È stato il più votato nella città di Salerno al-le regionali e ha detto una cosa importante: ha parlato di un’opposizione autentica, istituzionale, di qualità fatta,a suo dire, solo da noi due. Dunque lui rinuncia alla candidatura a sindaco e appoggia me per continuare a costruire l’alternativa e il cambiamento. Santoro va anche oltre il suo partito. Il suo è un discorso che ha coraggio politico, libertà e forza. Salerno ha bisogno di questi tre valori per costruire il cambiamento,a prescindere da sigle, contesti, tavolini». Al momento il suo è il nome messo sul tavolo anche da FI. «Anche qui registro, dalle dichiarazioni che leggo, che FI ha indicato me come miglior candidato sindaco. Io non sono organico a FI. Sono un candidato civico, credo che abbiamo dato qualità e intensità al progetto di una città diversa e registro consenso su questi meccanismi. Non posso che esserne contento, però noi comunque andiamo avanti. Sono orgoglioso del nvergenze che ci sono e ringrazio chi le ha promosse. Ma resto dell’idea che il percorso è questo. Modello Maresca, per intenderci». Io vado, chi c’è c’èè? «Non “io vado”. Io già ci sono. Sono in un punto di non ritorno da mesi. Certo, mi farebbe piacere se ci fosse l’unità del centrodestra, che l’ultima volta che ha vinto nella città di De Luca è stato sul mio nome alle provinciali del 2009». Dopo quello di Santoro, ha anche il placet ufficiale della Lega? «Questo deve chiederlo alla Lega. La quadratura del cerchio di un partito dipende da tante cose. Io ho fatto la scelta civica per evitare questi rallentamenti e per lavorare solo per la mia città. Ecco, voglio precisare una cosa». Prego. «Limiterò la mia azione politica di oggi e domani solo ed esclusivamente alla città di Salerno». Sta dicendo che non competerà per altre elezioni, lasciando il campo ad altri? «Dico che non mi candido perché ho fatto la scelta di amare la mia città». Se FI e Lega convergono su di lei, potrebbe sostenerla anche Fratelli d’Italia? «Da FdI non ho segnali». Insomma,a Salerno il centrodestra potrebbe dividersi, con FI e Lega con Cammarota e FdI con Sarno? «Ribadisco: io sono un candidato civico che ha aggregato anche forze e movimenti non di centrodestra. Noi veniamo dalla regola del consenso e non delle nomine di partito: siamo sempre stati eletti dal popolo. Altri si candidano da 30 anni e non sono mai stati eletti». Quante liste ha al momento? «Due sono pronte, stiamo completando la terza. Sono candidati reali che si caratterizzano per proposte concrete. Abbiamo il Codacons, professionisti, imprenditori, gente del mondo della scuola, presidi». A proposito di dirigenti scolastici, che ne pensa della probabile candidatura di Elisabetta Barone? «Ben venga la partecipazione, poi il consenso decide. Penso anche, però, che essendo il sindaco un organo monocratico, deve partire da lontano, deve essere presente nella politica e nei sentimenti popolari. Le costruzioni a tavolino, seppur con figure di altissimo profilo, sono artificiali, fatte non dal basso ma dall’alto».
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Tags: Antonio Cammarota, Salerno
