10 Ottobre 2012

Sono cinquantamila: per lo più maschi giovani e stranieri

Sono cinquantamila: per lo più maschi giovani e stranieri

ROMA Sono soprattutto maschi (86,9 %), giovani (il 57,9% ha meno di 45 anni) e stranieri (59,4 %). Hanno al massimo la licenza media inferiore (64 %) e prima di «perdere tutto» abitavano nella propria casa (63,9 %). Secondo una rilevazione dell’ Istat, sono 47.648 le persone senza dimora in Italia ad aver usufruito, tra novembre e dicembre 2011, almeno di un servizio di mensa o accoglienza notturna nei 158 maggiori comuni. «Purtroppo sulle politiche sociali siamo molto indietro e in difficoltà » , ha osservato il sottosegretario al Welfare, Maria Cecilia Guerra. Il 58,5% dei senza dimora vive al Nord, il 22,8% nel Centro. Il 27,5% (13.115) utilizza servizi di Milano, il 16,4% (7.827) di Roma. Seguono Palermo (3.829), Firenze (1.911), Torino (1.424), Bologna (1.005). ROMA La crisi morde e le famiglie italiane si trovano a fare i conti con una marcata contrazione del reddito disponibile euna capacity di risparmio ai minimi da 13 anni. Nelsecondo trimestredell’ anno, certifical’ Istat, il potere d’ acquisto ha registrato un calo tendenziale del4,1 %, segnando la flessione più marcata dal 2000; mentre la propensione al risparmio si a ridotta all’ 8,1% ai minimi da quando esistono le serie storiche, cioa dal 1999. E faticano anche le imprese, la cui capacity di fare profitto a ai livelli più bassi da sempre. Il potere d’ acquisto delle famiglie consumatrici, cioa il reddito lordo disponibile in termini reali, si a ridotto tra aprile e giugno dell’ 1,6% rispetto al trimestre precedente. E nel complesso dei primi sei mesi dell’ anno la flessione a del 3,5% rispetto al primo semestre 2011. Il reddito disponibile in valori correnti si a invece ridotto dell’ 1% rispetto ai tre mesi precedenti e dell’ 1,5% subase tendenziale. Con sempre meno soldi nel portafoglio, cala anche la propensione al risparmio delle famiglie, che nel secondo trimestre si a ridotta di 0,6 punti percentuali rispetto al semestre precedente e di 0,5 punti rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, attestandosi all’ 8,1 %, il livello più basso da quando esistono queste rilevazioni dell’ Istat. Invariato invece il tasso di investimento, al 6,8 %, comunque ai minimi dal 2004. Il crollo del potere d’ acquisto si traduce, per una famiglia di 3 persone, in una perdita di 1.407 euro rispetto al 2011 (1.192 euro per una famiglia di 2 persone), calcola il Codacons, che per salvaguardare la capacity di spesa chiede al Governo un dl salvafamiglie. Dal 2008 ad oggi, secondo i calcoli di Federconsumatori, il potere d’ acquisto ha subito una contrazione di oltre il 13,2 %, con il risultato di una perdita media di circa 3.907 euro a famiglia. Inoltre, secondo un’ analisi Coldiretti /Swg, per effetto del crollo del potere d’ acquisto, sei italiani su diec i hanno tagliato la spesa, mentre un 6% non riesce ad arrivare a fine mese. Ma soffrono anche le imprese. Nel secondo trimestre dell’ anno, dice l’ Istat, la quota di profitto delle society non finanziarie a scesa al 38,5 %, ai minimi dal 1999. In calo anche il tasso d’ investimento, che si attesta al 21 %.

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