27 Dicembre 2010

Sono almeno centomila i telespettatori Rai oscurati nel Veneto

Sono almeno centomila i telespettatori Rai oscurati nel Veneto orientale con l’avvento del digitale terrestre. Il dato, fornito dagli stessi tecnici di Rai way all’incontro con gli antennisti, è stato desunto nei sopralluoghi guardando all’orientamento delle antenne sopra i tetti. Oltre al gran numero delle antenne del Portogruarese vanno adeguate anche non poche antenne della parte orientale del Sandonatese. C’è inoltre da osservare l’oggettiva indisponibilità degli antennisti a livellare in basso il costo degli interventi. Sembra infatti che sopra i tetti si trovino spesso impianti obsoleti che richiedono un complesso intervento di manutenzione: oltre al riorientamento, all’eliminazione di filtri o inserimento di nuovi "pettini", talvolta è necessaria la sostituzione dell’antenna o dei cavi logori. Si passa così dai 150/300 euro stimati a 4/500 euro per ogni intervento.
      A questo proposito il Comitato che si è costituito nel Portogruarese, composto da capigruppo consiliari d’opposizione e associazioni, consiglia di conservare fatture e ricevute per l’azione di rivalsa che sta organizzando in collaborazione al Codacons. Nel riassumere l’esito dell’incontro il Comitato denuncia la vendita delle frequenze Rai venete a Friuli, Slovenia e Croazia, oltre che la presunta sottovalutazione del problema da parte di Regione e Comuni. «Nel generale silenzio – scrive in una nota il Comitato – fondato sulla fiduciosa attesa che il problema fosse transitorio e trovasse una soluzione dall’alto, noi abbiamo denunciato la scandalosa situazione ancora lo scorso 11 dicembre. Abbiamo scritto per chiedere l’intervento del governatore Zaia. Questo ci ha risposto dicendo di aver delegato l’assessore Stival che ha fissato l’appuntamento per riceverci solo per il prossimo 5 gennaio. Nel contempo si è attivato anche il presidente della Conferenza dei sindaci che ha convocato ben due incontri. Risultati? Nessuno. Nemmeno una adeguata informazione al cittadino. Abbiamo così deciso di rifarci sentire. L’attuale situazione rivela che il problema non è circoscritto: solo nella nostra zona riguarda oltre centomila persone».
      © riproduzione riservata
 

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