15 Ottobre 2020

Sommerso e illegale in lieve calo

istat. in italia nel ’18 l’ economia non osservata valeva 211 miliardi, tre in meno rispetto al ’17
Angelica FolonariROMA. In Italia l’ economia sommersa e quella illegale valevano, nel 2018, 211 mld, l’ 11,9% del Pil, un dato leggermente migliore rispetto agli anni precedenti. Così come in lieve miglioramento si rivela il lavoro nero, diminuito rispetto al 2017. Questo il quadro rilevato dall’ Istat nel rapporto sulla “economia non osservata”. Un quadro che – pur mostrando qualche segnale positivo – viene additato dalle associazioni dei consumatori come la dimostrazione di un Paese incivile e che ha perso la battaglia sul fronte del lavoro nero. Tra le maggiori spine nel fianco, l’ Italia annovera un’ economia illegale in via di peggioramento, trainata da traffico di droga e prostituzione. Il rapporto Istat con gli ultimi dati di due anni fa mostra che il peso del sommerso e dell’ economia illegale si riduce di circa 3 mld dal 2017, confermando la tendenza alla discesa dell’ incidenza sul Pil (-0,4%) dopo il picco raggiunto nel 2014 (13%). Nel 2018 l’ economia sommersa valeva 191,8 mld (10,8% del Pil): le principali voci, ricorda l’ Istat, sono costituite dal valore aggiunto occultato tramite comunicazioni volutamente errate del fatturato e/o dei costi (sotto-dichiarazione del valore aggiunto) oppure generato mediante l’ utilizzo di input di lavoro irregolare. Ad esso si aggiungono anche il valore degli affitti in nero e delle mance. La componente legata alla sotto-dichiarazione del valore aggiunto è scesa a 95,6 mld dai 98,5 del 2017, mentre quella connessa all’ impiego di lavoro irregolare si attesta a 78,5 mld (80,2 mld l’ anno precedente). Circa l’ 80% del sommerso economico si genera nel terziario e si concentra per circa due terzi in tre settori di attività economica: Commercio, trasporti, alloggio e ristorazione (40,3%), Altri servizi alle imprese (12,7%) e Altri servizi alle persone (12,0%). Quanto al lavoro irregolare, 3 milioni 652 mila persone nel 2018 svolgevano mansioni irregolarmente, 48 mila in meno rispetto al 2017. E la componente del lavoro non regolare dipendente scende dell’ 1,4% (-39 mila unità), quella indipendente si riduce dello 0,9% (-9 mila unità). Per quanto riguarda le attività illegali, il rapporto Istat mostra un incremento dell’ 1,8% tra il 2017 e il 2018 con proventi per 19,2 mld, l’ 1,1% del Pil. La crescita è determinata per la quasi totalità dal traffico di stupefacenti il cui valore aggiunto sale a 14,7 mld. Di non poco rilievo il ruolo della prostituzione che ha generato consumi per 4,7 mld (+6,8%) equivalente, secondo il Codacons, ad una spesa media di 180 euro a famiglia. Secondo l’ Unione nazionale consumatori, i dati sono «sconfortanti, non degni di un Paese civile. I risultati ottenuti contro l’ evasione sono a dir poco deludenti ed insignificanti ed i progressi fatti sono a passo di lumaca», mentre sul lavoro nero «è una battaglia persa, dato che nessuno ha voluto ancora combatterla».

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