Soltanto sette umbri su cento non passeranno la Festa in casa
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fonte:
- La Nazione
PERUGIA – La tradizione non ammette repliche: Natale tra le pareti domestiche per 93 umbri su cento. In casa propria o ospiti di parenti e amici, mentre soltanto il 7 per cento si dividerà tra ristorante e vacanze in Italia o all`estero. Tavolate ricche Casalingo, dunque, ma ricco di ogni ben di Dio: sulle tavole apparecchiate a festa, tra il cenone del 24 ed il pranzo di Natale, finiranno circa 4 milioni di euro. Lo dice un`indagine della Confesercenti regionale dell`Umbria sulle intenzioni dei consumatori in fatto di festeggiamenti. Umbri morigerati sul fronte dello shopping, ma a tavola nessuna rinuncia. Così sale a 113 euro, rispetto ai 109 dello scorso anno, la spesa media alimentare per la vigilia ed il giorno di Natale. “Il 3 per cento degli intervistati – prosegue Francesco Filippetti segretario generale della Confesercenti – aumenterà rispetto al 2004 la spesa per alimenti, destinando alle cibarie tra i 75 e i 125 euro, mentre un altro uno per cento, che l`anno scorso aveva speso tra i 125 e i 250 euro, per Natale spenderà di più. Quanto al menù, come ogni anno le portate saranno tante diverse nel rispetto dei piatti tipici del territorio. La parte dei protagonisti, comunque, la faranno come sempre il pesce, la sera della vigilia, la carne per il pranzo di Natale, insieme a dolci e torroni. Il tutto innaffiato da vini e spumanti per circa 800mila euro di spesa. E dopo cena il classico scambio dei regali“. Viaggi che passione La vera novità di queste feste 2005-2006 è un`altra: gli umbri risparmiano per le strenne ma non rinunciano ad una parentesi di spensieratezza, regalandosi un bel viaggio. Le capitali europee sono ancora le più gettonate (il 52 per cento degli umbri chesi concedono una pausa le sceglie per festeggiare la notte di san Silvestro), mentre il 24 per cento punta verso il caldo e le spiagge caraibiche. C`è poi chi sceglie i mercatini di natale e fa rotta su Bolzano, Napoli, Salisburgo, Innsbruck, mentre il 5 per cento vola verso l`America e l`Asia. Dunque soffia il vento della crisi sullo shopping natalizio, ma non sul comparto del turismo, che in Umbria sembra viaggiare con il vento in poppa. “Mentre nel commercio – dice Giorgio Mencaroni, presidente della Confcommercio della provincia di Perugia – ci sono segnali contrastanti (molti operatori hanno rilevato un calo delle vendite, altri dicono che il volume degli affari è rimasto invariato), il campione del turismo è più ottimista. Il 66 per cento delle imprese che abbiamo contattato per la nostra indagine, ritiene che l`andamento rimarrà invariato e solo il 18 per cento parla invece di una riduzione“. Shopping tiepido Le associazioni dei consumatori a compere ormai ultimate tirano le somme. Carla Falcinelli del Codacons è piuttosto tiepida e parla con i conti alla mano. “Le tredicesime – osserva – se ne sono andate via per pagare gli arretrati e i conti in sospeso. Con i prezzi che ci sono in giro è intuibile che poco ci rimane per l`acquisto dei regali“. Più ottimista Salvatore Lombardi, Federconsumatori. “Se anno scorso era crisi, quest`anno posso parlare di ripresina. E` chiaro che il caro-tariffe non aiuta la risalita dei consumi“.
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