6 Novembre 2010

Solo un cittadino su 100 protegge la sua casa dalle calamità naturali

Se ne parla ogni volta che si verifica un evento catastrofico. Trascorsa l’ emergenza, però, la questione viene puntualmente accantonata. POLIZZA OBBLIGATORIA. Risultato? L’ assicurazione obbligatoria contro i danni provocati dalle calamità naturali non è ancora diventata realtà e, anche a Vicenza, moltissime persone si ritroveranno a non ricevere alcun risarcimento dalle loro compagnie. Si tratta solo di una stima parziale, ma le agenzie parlano di un sei, sette percento di auto "coperte" e di meno dell’ uno percento di abitazioni. «Renderla obbligatoria? Una scelta dettata dal buonsenso – ha considerato Alessandro Belluscio, dell’ Agenzia generale La Fondiaria Assicurazioni spa – Purtroppo, anche dopo il terremoto in Abruzzo, sembrava fossimo vicini ad una svolta in questo senso che, invece, non c’ è stata. Forse ora se ne tornerà a parlare». PRO E CONTRO. Quali sarebbero i vantaggi? Attraverso questo tipo di polizze assicurative ci sarebbe una distribuzione uniforme del costo dei rischi; le tecniche assicurative garantirebbero una stima equa dei danni e, quindi, dei risarcimenti, le perdite dei privati sarebbero coperte da un’ industria privata, sgravando così gli enti pubblici che si dovrebbero occupare solo dei soccorsi e del ripristino delle infrastrutture, degli edifici di loro proprietà, dei beni artistici. Il Codacons, tuttavia, la pensa in modo diverso e parla di «regalo alle imprese assicuratrici, che si arricchirebbero ulteriormente a scapito dei cittadini». «Non dimentichiamo un aspetto importante – ha precisato Alessandro Belluscio – attualmente in caso di terremoti, dissesti alluvioni, eruzioni vulcaniche i costi ricadono sullo Stato e, quindi, sui cittadini. Quindi non si tratterebbe di un ulteriore aggravio, anzi». CITTADINI PROTETTI. «Oggi solo poche persone hanno una copertua per gli eventi catastrofali. In base alla mia esperienza parlerei di un 6-7% per la auto, di un 4-5% per le aziende medio-grandi e di meno dell’ 1% per abitazioni, negozi e piccole ditte. A scoraggiare è soprattutto il costo. Prendendo in esame una casa, ad esempio, direi che la cifra è del 30-40% in più. C’ è anche da dire che difficilmente, in condizioni normali, si pensa che simili drammi possano toccarci. Mentre ci preoccupiamo di un incendio, alluvioni e terremoti vengono di solito visti come pericoli estremamente lontani». «Un dato fa riflettere. – ha aggiunto Alessandro Belluscio – Molte persone dimostrano più preoccupazione per la propria vettura che per gli immobili. Anche se è comunque vero che si tratta di due spese diverse». In questi giorni le varie agenzie sono state prese d’ assalto dai cittadini: c’ è chi spera che la propria compagnia risponda e chi, invece, vuole mettersi al ripario per il futuro. «I vicentini che, per loro fortuna -non sono stati colpiti dall’ alluvione stanno comunque pensando di modificare le loro polizze». «Il consiglio che, oggi, possiamo dare – aggiunge Filippo Carlo Buselli della Uniqa Assicurazioni – è di verificare attentamente i documenti ed eventualmente di consultarci. Molti pensano erroneamente di avere la copertura in questi casi, ma eventi atmosferici non vanno mai confusi con quelli catastrofali». «Indubbiamente un’ azienda di grosse dimensioni – ha concluso Luigi Cavalloni della Reale Mutua Assicurazioni – tende a prevedere anche le calamità naturali. Per privato e realtà più piccole, invece, si opta per questa copertura solo in casi estremamente rari».

 

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