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18 Aprile 2002

Solo tre i casi per annullare la partenza

IL PANORAMA


Solo tre i casi per annullare la partenza, unica salvezza le assicurazioni


Ma i consumatori esultano: «È un aiuto per centinaia di cause»



MILANO – «Ah, che bella notizia. Abbiamo un centinaio di cause in piedi e in particolare un?udienza davanti al giudice di pace tra venti giorni. Questo precedente ci sarà di aiuto». A commentare così la sentenza del Tribunale civile di Milano che ha dato ragione agli sposi presi dal panico dopo l?attentato alle Torri Gemelle e quindi indisposti a fare il viaggio di nozze è Manuela Sorrentino, consulente legale del Codacons. A dire il vero la sua è la reazione più entusiasta, anche tra chi sta dalla parte dell?utente. Lo stesso Stefano Nosotti, avvocato del Movimento consumatori e autore del libro «L?imprevisto in vacanza» (Alpha Test), esprime non poca sorpresa per la decisione dei giudici. Mentre, e in questo caso è più comprensibile, Alessio Costantini, legale della Fiavet, la federazione delle agenzie di viaggio, considera la sentenza «un precedente innovativo, ma da leggere nel contesto di eccezionalità dell?attentato dell?11 settembre, pertanto non può condizionare l?operato degli altri tribunali».
Comunque la si voglia interpretare, la decisione dei giudici milanesi avvia una rivoluzione nel mondo delle vacanze e dei pacchetti turistici «tutto compreso». Finora, infatti, a tutelare il cliente c?era il decreto legislativo numero 111 del 1995, risposta italiana alla direttiva comunitaria 314 del 1990, recepita in tutti i Paesi dell?Unione europea. In particolare, il testo prevede la possibilità di annullare la partenza senza pagare alcuna causale in pochissimi casi: davanti a una variazione del prezzo superiore al 10 per cento del costo del pacchetto; quando il prezzo aumenta nei venti giorni che precedono la partenza; se l?organizzatore modifica in modo significativo uno o più elementi del contratto di viaggio (l?itinerario o la logistica).
Nessun rimborso è ammesso per recesso dovuto a motivi di salute. Men che meno per attacchi di panico successivi al surriscaldamento del clima internazionale.
«La disdetta per motivi personali è una cosa molto particolare – spiega l?avvocato Nosotti -, uno non può mica dire: “Non voglio partire più“. Non dimentichiamo che il contratto di viaggio, in quanto tale, prevede degli obblighi da entrambe le parti. La rinuncia è prevista, ma c?è una penale variabile a seconda dell?accordo firmato e della distanza dalla data di partenza».
In realtà, un modo efficace per salvaguardarsi da qualsiasi imprevisto, compreso, in alcuni casi, l?improvviso «sfidanzamento» piuttosto che il morbillo del figlio, il furto nell?appartamento o il ricovero all?ospedale della nonna, è di stipulare una polizza assicurativa facoltativa. Alcuni grossi tour operator la includono direttamente in certi pacchetti (è il caso del Gruppo Alpitour). Altri, come i Viaggi del Ventaglio, la propongono al cliente che, il più delle volte, accetta di sottoscriverla. L?assicurazione, con un costo variabile dai 20 ai 40 euro a seconda del raggio della vacanza, permette di annullare la partenza fino al giorno prima (ma questo dipende dal tipo di contratto stipulato) pagando una franchigia minima oltre alla quota di iscrizione. «L?importo è piccolo e la polizza copre una vasta serie di casistiche – dicono dall?Astoi, l?associazione dei tour operator -: è un?ulteriore servizio a tutela del cliente».

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