23 Giugno 2019

«Solo il taglio degli alberi può fermare la Xylella»

il «no» dei giudici ai complottisti: «la cura scortichini non funziona»
BARI. Non esistono mezzi di contrasto alla Xylella che siano alternativi all’ eradicazione degli alberi infetti. Il Consiglio di Stato dice «no» a un gruppo di associazioni e aziende negazioniste contro il piano della Regione per il contenimento del batterio e il decreto ministeriale di febbraio 2018 con cui l’ allora ministro Martina fissava le misure fitosanitarie e le regole sull’ uso dei pesticidi. Le presunte cure naturali di cui parlavano queste associazioni, supportate dalla parlamentare negazionista grillina Sara Cunial, anche secondo i massimi giudici amministrativi non hanno cittadinanza scientifica. Si tratta del ricorso, già respinto dal Tar Lazio, che venne presentato in una conferenza stampa alla Camera con il supporto del costituzionalista napoletano Alberto Lucarelli, e che portò i produttori raccolti in Italia Olivicola a presentare un esposto alla Procura di Roma contro le fake news «che alimentano l’ avanzata del batterio». Le associazioni negazioniste chiedevano di fermare i tagli per mettere in atto cure naturali come il metodo Scortichini, quello basato su rame e zinco di cui la scienza ufficiale dice che non funziona. La stessa cosa ha provato a spiegarla anche il Consiglio di Stato (Terza sezione, presidente Frattini): «Il metodo alternativo di contrasto alla Xylella prospettato dalla parte ricorrente e finalizzato al controllo del batterio, non risulta adottato da organismi ufficiali nazionali, né avallato dagli organi comunitari o dall’ Efsa, né corroborato dal buon esito di sperimentazioni di lungo periodo delle quali sia stata acclarata in modo compiuto l’ effettiva efficacia; dunque, esso allo stato non può dirsi, secondo oggettivi criteri di evidenza scientifico -sperimentale, preferibile, quanto a capacità di contenimento della diffusione del batterio, alle misure poste a base del vigente piano di azione regionale e nazionale». Insomma, il metodo «alternativo» non funziona. I giudici sono andati anche oltre. E dopo aver dato atto che, come riferito dalla Regione, in alcuni recenti esperimenti è stato provato che ci sono prodotti chimici in grado di rallentare l’ avanzata dell’ infezione in alcune situazioni ma non di arrestarla, i giudici hanno stabilito che «lo strumentario attualmente disponibile di mezzi utili al contenimento del morbo appare invariato»: non esistono «misure alternative meno gravose» per soddisfare l’ obbligo posto dall’ Unione Europea di fermare la Xylella. L’ unica che in questo momento funziona è, appunto, l’ eradicazione delle piante infette (e di tutto ciò che hanno intorno) nelle zone di contenimento, così come impongono le regole comunitarie cui l’ Italia non si può sottrarre. Le operazioni, nota il Consiglio di Stato, sono peraltro «praticate con cautele graduate» e «proporzionate alle specifiche peculiarità dei casi trattati»: non si tratta insomma di un taglio indiscriminato degli alberi. Lo stesso discorso vale anche per le censure contro il decreto Martina, che riguardavano la possibilità di ricorrere – nei trattamenti preventivi dei terreni agricoli – all’ uso di alcuni pro dotti chimici che le associazioni bollano come dannosi. Non ci sono elementi – dice l’ ordinanza «per ritenere che l’ utilizzo di pesticidi non sia avvenuto in conformità delle regole che ne autorizzano la commercializzazione», e con un «impiego selettivo e calibrato alla stretta esigenza di contenimento della diffusione dell’ agente patogeno». Uno dei leit motiv del complottismo è infatti che dietro la Xylella ci sia un piano per annientare gli ulivi esistenti e sostituirli con altre varietà brevettate dalla multinazionali. Va sottolineato che le associazioni, con in testa il Codacons (la stessa associazione che propala va la bufala delle reazioni avverse ai vaccini, e sponsorizzava il libro del «candidato al nobel» Giulio Tarro), avevano fatto ricorso al Consiglio di Stato per ottenere la compensazione delle spese del primo grado di giudizio. Più che il taglio degli alberi, insomma, temevano di dover mettere mano al portafogli. [m.s.]

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this