1 Novembre 2007

Solo a giugno scorso sembrava incredibile

Solo a giugno scorso sembrava incredibile.

Solo a giugno scorso sembrava incredibile. “Possibile – si chiedevano i consumatori – che possa diventare difficile anche comprare pane e pasta?“. Purtroppo era possibile. In poco più di tre mesi i prezzi di tutti i prodotti di largo consumo, non solo pane e pasta, sono cresciuti in maniera esponenziale, una specie di tsunami alimentare che in questo caso ha messo a dura prova, in molti casi addirittura dimezzata, la dieta giornaliera degli italiani. Gli aumenti, già a partire da settembre, hanno assunto il ritmo di una mitragliatrice implacabile che sparava solo rincari rispetto allo stesso periodo del 2006: +28% un chilo di farina; +20% un chilo di pane (ovvero 30 centesimi in più al kg, che tradotto vuol dire che ogni famiglia pagherà 50 euro in più l`anno); +27% un chilo di spaghetti; +7% un litro di latte fresco (aumentato del 42% rispetto al 2001); +7% il burro; +17% lo yogurt; +15% il pollo; +20% per frutta e verdura (un cavolo a Roma a settembre costava anche 3,50 euro). Contro il carovita i consumatori le hanno provate davvero tutte: caccia alle offertissime, acquisti last minute nei mercati, consumi ridotti (secondo la Coldiretti sono calati del 6,1% per il pane e del 5,6% per la pasta nei primi 5 mesi del 2007), niente divertimenti per 10 italiani su 100. Hanno aderito persino allo sciopero della pasta e del pane: per un giorno niente carboidrati sulla tavola. Una protesta simbolica, che però non ha frenato i prezzi. Basti pensare che a Roma un chilo di pane casereccio in una notte, dal 29 settembre al 1 ottobre, è lievitato del 79% passando da 1 euro a 1,79. E a Natale ci aspetta un`altra stangata. Gli industriali della pasta hanno già annunciato nuovi rincari. In allarme le associazioni Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori, secondo le quali “il pranzo e la cena dei Natale costeranno per ogni famiglia 15 euro in più solo per pasta, pane, dolci, pesce e carne. Ma sono cifre per difetto“. Niente in confronto ai 1.100 euro di soli rincari per tutte le voci di consumo (banche, elettricità, abbigliamento, alimentari) a cui dovrà far fronte ciascuna famiglia entro l`anno. Intanto, oltre alle indagini dell`Antitrust per pane e pasta, anche a Procura di Roma ha aperto un fascicolo per capire quali siano le ragioni che hanno determinato l`aumento del prezzo della pasta. I rincari non risparmiano neppure le celebrazioni per i morti. In questi giorni, denuncia l`Adoc, un crisantemo costerà 3 euro, il 123% in più rispetto ad ottobre, un mazzo da dieci 12,2 (+93%), un lumino 3 euro (+20%).

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