3 Gennaio 2020

Soleimani ucciso, greggio in forte aumento: rischio caro-benzina in Italia

 

Petrolio: rialzo impetuoso dei prezzi dopo l’attacco Usa nella notte a Baghdad dove è stato ucciso il generale iraniano Qassem Soleimani. Il Wti aumenta di 1,70 dollari a 62,82 dollari. Il Brent registra un incremento di 1,93 dollari a 68,18 dollari a barile.
Il petrolio, insomma, guadagna progressivamente terreno, arrivando a crescere più del 4,5%. Secondo i media internazionali, decine di cittadini americani che lavorano per compagnie petrolifere straniere in Iraq si stanno preparando a lasciare il Paese. Inoltre, l’ambasciata americana a Baghdad ha invitato tutti i cittadini americani a lasciare il Paese. Nel frattempo, il Wti a febbraio sale del 4,46% a 63,88 dollari al barile, i massimi dal primo maggio scorso, mentre il Brent a marzo acquista il 4,6% a 69,29 dollari, livelli che non si vedevano da metà settembre 2019. Secondo gli analisti, i rischi sul fronte dell’offerta restano elevanti in Medio Oriente ed è possibile prevedere un continuo aumento delle tensioni: «Le prospettive per il petrolio sono molto rialziste, queste ultime tensioni geopolitiche mettono a rischio l’offerta», hanno detto gli esperti di ActivTrades, sottolineando che «altre ragioni di supporto includono la riduzione delle tensioni tra Stati Uniti e Cina, che potrebbero sostenere la domanda di greggio a medio termine».

L’ALLARME DEL CODACONS
«Il 2020 potrebbe aprirsi con un nuovo caro-benzina, per effetto delle quotazioni del petrolio che sono salite ai massimi degli ultimi quattro mesi raggiungendo quota 63 dollari». Lo afferma il Codacons, dicendosi pronto ad iniziative legali contro qualsiasi rincaro speculativo dei prezzi alla pompa. «Al momento – spiega il presidente Carlo Rienzi – i ritocchi dei listini presso i distributori sono minimi ma temiamo, così come avvenuto in passato, una improvvisa ondata dei rialzi dei prezzi per benzina e gasolio, con effetti negativi per le tasche dei consumatori. Per tale motivo il Codacons sta monitorando i listini dei carburanti e, in caso di aumenti eccessivi, siamo pronti a denunciare i petrolieri alle Procure della Repubblica di tutta Italia per il reato di aggiotaggio». Il Codacons ricorda infatti che «i carburanti venduti oggi presso i distributori sono stati acquistati nei mesi scorsi, quando le quotazioni del petrolio erano inferiori, e un aumento repentino dei prezzi alla pompa non appare in alcun modo giustificato. Non solo. Una eventuale ondata di rialzi avrebbe effetti negativi anche sui prezzi dei prodotti trasportati su gomma, con rincari dei listini per una moltitudine di prodotti».

PRIMI RITOCCHI
Nuovi movimenti al rialzo sulla rete carburanti italiana dopo la pausa delle festività. Mentre le quotazioni in Mediterraneo sono in salita sia per la benzina che per il gasolio, si registrano aumenti dei prezzi consigliati per Eni sul Gpl (+2 cent), Tamoil sul diesel (+1 cent) e il Gpl (+2 cent) e IP, Italiana Petroli e Q8 su tutti e tre i prodotti (+1 cent). Lo riferisce Quotidiano Energia. Passando ai prezzi praticati sul territorio, invece, non si riscontrano particolari variazioni. In base all’elaborazione dei dati alle 8 di ieri comunicati dai gestori all’Osservaprezzi carburanti del Mise, il prezzo medio nazionale praticato in modalità self della benzina è a 1,593 euro al litro, con i diversi marchi che vanno da 1,587 a 1,614 (no logo 1,570). Il prezzo medio praticato del diesel è invece a 1,487 euro, con le compagnie che passano da 1,485 a 1,502 euro (no logo 1,468). Quanto al servito, per la verde il prezzo medio praticato è a 1,728 euro, con gli impianti che vanno da 1,682 a 1,792 euro (no logo 1,621), mentre per il diesel la media è di 1,624 euro, con i punti vendita delle compagnie compresi tra 1,586 e 1,699 euro (no logo 1,518). Infine, il Gpl va da 0,608 a 0,627 (no logo 0,602).

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