17 Settembre 2019

«Soldi per riparare le buche usati per comprare arredi da ufficio». La procura di Roma apre un’ inchiesta sul Campidoglio

 

Sul tavolo della Procura le carte dell’ inchiesta dopo l’ esposto del Codacons I soldi per riparare le buche di Roma sarebbero stati usati per comprare arredi o cancelleria da ufficio Si parla anche di lavori fantasma: dichiarati, ma mai effettuati L’ atavico problema delle buche di Roma finisce tra le carte di un’ inchiesta della Procura. Sulle scrivanie di Piazzale Clodio, infatti, è arrivato un esposto presentato dal Codacons in cui si denuncia l’ utilizzo alternativo dei fondi dedicato al rifacimento del manto stradale della capitale. Quei soldi, molti dei quali provenienti dalle sanzioni e dalle multe per la violazioni del codice della strada, sarebbero stati destinati ad altri usi dall’ amministrazione del Campidoglio . Si parla di cancelleria per la polizia locale, fino agli arredi per gli uffici. Per questo motivo ora si indaga a fondo. Per il momento, secondo quanto raccontato da Il Messaggero , l’ ipotesi di reato alla base dell’ inchiesta della Procura di Roma è di «falso», in attesa che le indagini della Guardia di Finanza metta sul tavolo tutti i conti e i bilanci che mostrano l’ utilizzo dei fondi dedicati alle buche per scopi alternativi e che nulla hanno a che vedere con la manutenzione delle strade della capitale, da sempre al centro delle polemiche per via delle loro condizioni che rendono il traffico (e non solo) ancor più difficile di quando già non lo sia per via del volume di automobili e mezzi in circolazione. I soldi per le buche e la cancelleria a Roma E nell’ esposto presentato dal Codacons – e finito sulla scrivania del pm Antonia Giammaria – si parla non solo di fondi utilizzati per arredi da ufficio e cancelleria varia, ma anche di pinacoteche, musei e mostre, oltre a quella voce – ancor più strana – che richiama ai generi alimentari . Una brutta bega per l’ amministrazione capitolina guidata da Virginia Raggi che, ora, dovrà anche rispondere da questa accusa che arriva dalla procura. Il codice della strada e i lavori fantasma Il codice della Strada , infatti, spiega come i proventi da sanzioni e multe per violazione dei regolamenti debbano necessariamente essere spesi e reinvestiti per lavori di manutenzione del manto stradale. Cosa che a Roma, a quanto pare, non è accaduta. Il Comune potrebbe finire nel mirino di questa inchiesta per non aver controllato come siano stati utilizzati quei soldi nel corso degli anni. E, tra le altre cose, si parla anche di lavori fantasma , dichiarati e mai avvenuti.

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