Soldi per evitare multe Inchiesta su Equitalia
-
fonte:
- L`Unità
Un giro di presunte mazzette sta scuotendo la già debole reputazione di Equitalia. Stando agli investigatori, che ieri hanno fatto perquisizioni in tutta Italia, c’ erano aziende sulla cui testa pendevano debiti astronomici con le amministrazioni pubbliche, anche fino a un milione di euro e che invece di pagare all’ agenzia di recupero crediti a cui gli enti si affidano allungavano piuttosto mazzette sottobanco a dirigenti e funzionari infedeli. Così i «furbi» riuscivano, a seconda dei casi, a scongiurare i pignoramenti. O a ottenere rateizzazioni anche quando nonne avevano diritto. Oppure, come d’ incanto, si ritrovavano col debito saldato: qualcuno al computer registrava i finti avvenuti pagamenti, confidando che quei buchi nei bilanci della società sarebbero annegati in mezzo a un mare magnum. La procura di Roma invece si è messa ad indagare. E ieri sono scattate perquisizioni a raffica. Ventinove in tutta Italia, tra Roma, Napoli, Latina, Venezia, Genova. In realtà il sistema di corruzione scoperto dalla Guardia di Finanza riguarda gli anni 2011 e 2012 e investe al momento solo «Equitalia Sud». Le perquisizioni ci sono state anche altrove perché l’ attuale dirigente di Equitalia Nord, Francesco Pasquini, era all’ epoca dei fatti direttore regionale per il Lazio di Equitalia Sud e secondo gli investigatori era proprio lui ad adoperarsi più di ogni altro per gli amici degli amici. In cambio di cosa è ancora un mistero, visto che da piazzale Clodio fanno sapere che Pasquini non è stato iscritto nel registro degli indagati. Tuttavia, il manager ha subito ieri una perquisizione nel suo ufficio e nel decreto che gli è stato notificatosi legge, testualmente, che «i favoritismi raggiungevano l’ apice negli interventi diretti di Francesco Pasquini, il quale dimostrava in più occasioni di agevolare la situazione debitoria delle persone fisiche e giuridiche che gli venivano sottoposte, di volta in volta, da Roberto Damassa». Damassa risulta iscritto nel registro degli indagati per il reato di corruzione ed è un ex dirigente di Equitalia sud Spa. Indagati anche Salvatore Fedele, attuale dipendente dell’ agenzia riscossione, il commercialista Domenico Ballo, l’ imprenditore Romolo Gregori, rappresentante legale della Gresa srl e Alberto Marozzi, mediatore e consulente. La procura scrive di «indebiti vantaggi fiscali a professionisti o titolari di impresa». In particolare Damassa, perquisito a casa e presso gli uffici della Rigel srl, si sarebbe attivato, secondo la procura, in almeno tre occasioni. A beneficiarne sarebbero stati Marzia Pelone e la Geress srl (entrambi con la rateizzazione di una cartella esattoriale) oltre all’ imprenditore Romolo Gregori, per il quale lo stesso Damassa e il mediatore Alberto Marozzi, in cambio di un primo acconto di 1000 euro della tangente, «pianificavano e realizzavano una manovra finalizzata alla manomissione dei dati informatici contenuti negli archivi dell’ Inps con il duplice scopo di consentire alla Gresa srl (riconducibile a Gregori) l’ accesso alla rateizzazione dei debiti contributivi e la visibilità dei relativi versamenti anche in assenza di un effettivo rimborso da parte dell’ azienda debitrice». Salvatore Fedele, attuale dipendente, dal canto suo, avrebbe agevolato la società partenopea Gruppo Servizi Ambienti Metropolitani srl, amministrata da Annamaria Rizzo (anche lei oggetto di perquisizione), cui veniva suggerito di falsificare i dati contabili aziendali per usufruire delle dilazioni di pagamento delle cartelle esattoriali. Altre manovre fraudolente sulla contabilità di Equitalia sarebbero state eseguite da Salvatore Fedele e dal commercialista Domenico Ballo, sempre in cambio di 1000 euro di acconto, a favore di quattro società, riconducibili a Giorgio Moffa e, in cambio di una somma imprecisata di denaro, a beneficio di quattro cooperative, gestite da Paolo Conte e Lucio Licciardi. Anche se l’ indagine è ancora in divenire, il sospetto degli inquirenti è che ci fosse «una fitta rete di contatti e rapporti tra gli indagati e i pubblici ufficiali in servizio presso l’ agenzia di riscossione». La società Equitalia, in una nota, ha precisato che «nessun dirigente ha ricevuto avvisi di garanzia». Al momento – si legge «risulta indagato un unico dipendente, con sede di lavoro a Roma, che Equitalia ha provveduto ad allontanare in via cautelativa dal servizio». Equitalia precisa, inoltre, di aver “dato mandato ai propri legali per costituirsi quale parte offesa in relazione all’ accaduto». L’ inchiesta ha scatenato una serie di reazioni. In primis quella dei consumatori. Il Codacons ha già annunciato l’ intenzione di costituirsi «parte civile in rappresentanza dei contribuenti italiani», così come il Codici: «Gli illeciti contestati dalla Procura di Roma sono gravissimi e rappresentano un danno non solo per i contribuenti onesti».
-
Sezioni:
- Rassegna Stampa
-
Aree Tematiche:
- VARIE
