Soldi finiti, la Pet Tac torna a pagamento 37 malati chiedono i danni alla Regione
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fonte:
- la Repubblica
La Regione inciampa di nuovo sul “caso Pet Tac” della provincia di Lecce. L´esame, di cui hanno bisogno soprattutto i malati di cancro, in Salento torna ad essere a pagamento, dopo che il Centro Calabrese di Cavallino ha esaurito lo striminzito budget messo a disposizione dalla Asl per effettuarlo in regime di convenzione. La condanna inflitta dal giudice di pace Luigi Piro, che appena un mese fa ha riconosciuto il diritto di cinque pazienti oncologici ad essere risarciti della spesa sostenuta per la Pet a pagamento, ha insegnato poco o niente. E ora sul collo della Regione pende la spada di Damocle di nuovi ricorsi presentati dal Codacons. Ventuno quelli che saranno discussi il 14 maggio, altri sedici entro la fine di giugno. Se ad ognuno dei ricorrenti il giudice riconoscerà, come accaduto per i precedenti, il diritto al rimborso delle cifre spese (intorno ai mille euro ciascuno) per l´amministrazione saranno dolori. Il regolamento regionale, del resto, parla chiaro: ogni bacino d´utenza superiore a 750mila abitanti ha bisogno di due macchinari, uno pubblico e uno privato. La realtà è altrettanto chiara: a Lecce esiste una sola macchina ed è privata. E la convenzione, per consentirne l´uso gratuito, è ballerina. Da gennaio a giugno 2011, per esempio, non esisteva e il fatto che molti pazienti oncologici (che non potevano sottostare alle lunghe liste d´attesa negli ospedali di Bari e Brindisi o recarsi fuori regione) abbiano dovuto sborsare tra gli 800 e i 1000 euro è costato la condanna della Regione. A ottobre la convenzione è stata ripristinata ma il budget messo a disposizione, 220.000 euro per effettuare 280 prestazioni fino a dicembre, assolutamente sproporzionato rispetto alle esigenze. A gennaio nuova convenzione e, dopo qualche settimana, soldi di nuovo finiti. Ora è terminato il budget previsto per il secondo trimestre 2012 e anche i consiglieri regionali salentini di centrodestra Rocco Palese, Antonio Barba, Andrea Caroppo, Erio Congedo, Roberto Marti, Mario Vadrucci, chiedono alla Regione «di garantire quanto previsto nella sua programmazione». Perché è contro legge che chi ha bisogno della Pet Tac debba mettere mano al portafogli. Sperando che altri giudici, allineandosi alla sentenza Piro, costringano la Regione a rimborsare. E augurandosi di poter vivere abbastanza per vedere la fine dei giudizi. I protagonisti di questa brutta storia, infatti, sono malati di cancro, per tre dei quali la morte è arrivata prima dei rimborsi.
chiara spagnolo
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