E i soldi delle multe finiscono a fare cassa
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fonte:
- Il Tempo
I soldi delle multe per coprire le buche. Il dibattito ha infiammato gli animi trasversalmente nel tempo. Sul blog di Beppe Grillo si parlava, anni fa, della questione: «I Comuni dovrebbero relazionare al Governo su come hanno spesi i fondi, e naturalmente se ne guardano bene. Il Governo dovrebbe relazionare al Parlamento sugli incassi e la destinazione di quei fondi, e naturalmente se ne guarda bene. Il Codice della Strada prevede saggiamente un vincolo di destinazione per i proventi delle multe, per fare in modo che gli incassi siano destinati alla sicurezza e alla manutenzione stradale e, soprattutto, per evitare che quei fondi vengano usati per coprire spese correnti o peggio buchi di bilancio». E poi il MoVimento 5 Stelle in prima linea, che ha deciso quindi, si leggeva ancora sul blog, «di andare a scavare anche in questo ennesimo pozzo nero. Noi abbiamo già ottenuto più trasparenza sulla destinazione di questi fondi con due emendamenti approvati alla proposta di legge di riforma del Codice della strada. Ora però abbiamo bisogno dell’ aiuto di tutti». L’ anno scorso la questione riesce fuori per mano della polizia locale. «Non molti sanno – rilanciò Marco Milani, coordinatore Romano UGL Polizia Locale che, per legge dello stato (art. 208 C.d.S.), i proventi contravvenzionali devono essere destinati alla manutenzione stradale ed agli investimenti sul Corpo di polizia che le ha emesse. Una chiara disposizione di legge che viene pedissequamente violata anche dal Comune di Roma, che impiega questi denari per coprire altri imprecisati buchi del proprio bilancio, mentre aumentano sempre più le vittime per inefficienza sulla manutenzione stradale e suoi arredi, come denunciato da anni anche dalle associazioni “Vittime della strada”. «Chiederemo di sottoporre questa situazione alla Corte dei Conti, paradossalmente basterebbe amministrare rispettando la legge e dell’ annosa storia delle buche a Roma o dei vigili sotto organico resterebbe soltanto il ricordo e, soprattutto, le odiate multe assumerebbero un valore sociale», rimarcò Sergio Fabrizi RSU della UGL-Pl. Utilizzare le risorse pubbliche per risolvere l’ annosa questione delle buche stradali è stato pure uno dei cavalli di battaglia del Codacons. Ad aprile dell’ anno in corso, poi, fu il Pd a spremere il limone chiedendo chiarezza. «Nel 2015 il gettito dei comuni, relativo agli incassi per le multe pagate dagli automobilisti e dai motociclisti, è arrivato a 1,7 miliardi di euro: un’ entrata considerevole che deve essere investita sulla sicurezza delle nostre strade, a partire dal rifacimento del manto stradale che, come nel caso di Roma e della sua area metropolitana, necessita di interventi importanti e urgenti», evidenziò il deputato dem Emiliano Minnucci. «Dalle buche all’ installazione di nuovi diffusori di velocità, passando per il rifacimento della segnaletica orizzontale e verticale: gli accorgimenti da apportare alle strade del nostro territorio sono diversi e significativi che, per concretizzarsi, necessitano di un sano protagonismo di tutti gli enti locali oggi finalmente favoriti dall’ entrata di queste nuove risorse. Nel Lazio, in particolare, parliamo di un incremento del 54,7% rispetto al 2014, ovvero oltre 500 milioni di euro che automobilisti e motociclisti sanzionati hanno riconosciuto ai comuni della nostra regione nel 2015. I cittadini, con il pagamento delle multe, hanno fatto il loro dovere: ora è compito delle amministrazioni locali investire queste risorse sul territorio al fine, non solo di soddisfare il giusto sacrificio economico dei contribuenti sanzionati, ma anche di apportare un adeguato contributo a quella sicurezza stradale che, per le condizioni delle nostre strade, risulta essere sempre più flebile». Appunto.
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