13 Luglio 2016

Software al Serd, «sfoltite» le accuse Restano due reati

Software al Serd, «sfoltite» le accuse Restano due reati
contestate a vario titolo la tentata concussione e la turbativa d’ asta

Ser.D, esposto di Ciditech e appalto per la gestione del software: il numero degli indagati è rimasto invariato. Quello che invece è stato modificato dal pm Paolo Sachar tra la prima e la seconda richiesta di proroga delle indagini sono le incolpazioni.Due quelle residue, la tentata concussione (perchè a Ciditech venne chiesto di pagare ai 100mila euro quale riconoscimento di asseriti diritti intellettuali vantati sul software) e la turbata libertà degli incanti, perchè – tesi dell’ accusa – l’ appalto indetto nel 2012 per affidare ad una ditta diversa da Ciditech la manutenzione e l’ assistenza del software gestionale della piattaforma MFP venne indetto adottando procedure contrarie ai principi di trasparenza. Gli altri reati, quelli ipotizzati nell’ esposto che diede origine all’ indagine culminata con gli arresti di Giovanni Serpelloni, Oliviero Bosco e Maurizio Gomma (gli ultimi due, all’ epoca dei fatti contestati, in servizio al Ser.D, il primo a capo del Dipartimento per le Politiche Antidroga a Roma) nella seconda richiesta di proroga sono state eliminate (contrariamente a quanto riportato ieri). Incolpazioni ridotte di numero ma l’ ambito che chiama in causa sette medici e il presidente del Codacons è lo quello descritto nell’ ordinanza di custodia cautelare firmata dal gip Luciano Gorra ed eseguita il 13 maggio.Tentata concussione e turbata libertà della scelta del contraente le contestazioni mosse a Serpelloni, Bosco e Gomma. Tentata concussione invece il reato ipotizzato per Umberto Galvan, Mario Cruciani, Stefano Nardi e Giuseppe Ursini, infine turbata libertà degli incanti l’ addebito mosso a Claudia Rimondo.o.
 

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