13 Maggio 2010

Soffocato dalla pizza a 18 mesi

MILANO – HANNO TENTATO di tutto per salvarlo. Prima la madre e poi i medici del 118 e dell’ ospedale Buzzi. Ma non c’ è stato nulla da fare. Simone, un bambino egiziano di un anno e mezzo, è morto soffocato dal pezzo di pizza rimastogli in gola mentre mangiava in casa con la mamma, in zona viale Monte Ceneri. La tragedia si è consumata intorno alle 20, all’ ora di cena. Il piccolo era seduto a tavola e davanti aveva il suo piattino con i pezzi di pizza che la mamma gli aveva tagliato. E ne mangiava uno dopo l’ altro, molto tranquillamente. A UN TRATTO, PERÒ, un boccone gli è andato di traverso e ha cominciato a tossire, diventando in pochi istanti paonazzo per la difficoltà a respirare. La madre, una casalinga egiziana, ha cominciato allora a dargli delle pacche sulle spalle, nel tentativo di fargli sputare la pizza, ma invano. Il bambino diventava sempre più cianotico. La donna ha così chiamato il 118 e contemporaneamente il marito, un piccolo imprenditore edile e un amico. All’ arrivo dell’ ambulanza, però, giunta dopo pochissimi minuti sul posto, le condizioni del piccolo erano ormai disperate. Trasportato a sirene spiegate all’ ospedale Buzzi, in via Castelvetro, è stato sottoposto a ripetuti tentativi di rianimazione che sono risultati inutili. «UN BAMBINO di un anno e mezzo è morto – commenta il Codacons, l’ associazione dei consumatori – ma ogni anno sono sopra i tre milioni gli italiani coinvolti nelle loro abitazioni in un incidente domestico. Molti di questi incidenti, però, potrebbero essere prevenuti se solo ci fosse maggiore informazione e si seguissero alcuni accorgimenti. In caso di soffocamento, ad esempio, è indispensabile che i genitori conoscano alcuni semplici cose da fare, come la Manovra di Heimlich, purtroppo sconosciuta alla gran parte delle mamme e dei papà. Spesso queste nozioni non sono insegnate nemmeno a chi frequenta i corsi pre-parto. Per questo il Codacons chiede al ministero della Salute una campagna informativa, fatta di opuscoli e spot televisivi che mostrino concretamente che fare in caso di soffocamento. In queste circostanze, infatti, intervenire con immediatezza è indispensabile. La sicurezza dei bambini dipende, insomma, da quanto vengono informati e responsabilizzati gli adulti».
 

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