Soffocati da una cappa d?afa
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fonte:
- Il Tempo
Allarme incendi, impegnati tutti i distaccamenti dei pompieri
Umidità record, mai così caldo dal 1931. L?esperto: «Durerà ancora tutta la settimana»
UNA città rassegnata a fare i conti con l`afa come non accadeva dal 1931. Come a giugno anche a luglio è il caldo umido il grande nemico dei romani e intanto già cominciano i primi piccoli incendi.
Maria Carmen Beltrano, dell`Osservatorio meteorologico del Collegio Romano, sottolinea l`eccezionalità del mese appena trascorso: «Il valore medio della temperatura a giugno è stato di 25 gradi centigradi. Una media così alta si era verificata solo nel 1931 ed è dovuta, nel nostro caso, a temperature minime più alte della norma: dal 16 giugno abbiamo avuto oltre 20 gradi di minima, mentre il record di temperatura massima è stato raggiunto con 35,2 gradi». Adesso invece il problema è il caldo umido: «Negli ultimi due giorni, per esempio, abbiamo avuto un`umidità attorno al 54 per cento, a fronte di una temperatura di 27,2 gradi. Ed è la prima a creare una situazione di disagio, non la temperatura. Comunque quello di adesso è un caldo perfettamente normale, niente di straordinario», precisa la dottoressa.
Con quest`afa anche le piogge non sono tutte ugualmente benefiche e in alcuni casi possono peggiorare le cose: «Piccole piogge come quella dell`altra notte ? continua la Beltrano ? di certo non migliorano la situazione: l`acqua scende e poi evapora, aumentando l`umidità. Servirebbe invece una bella pioggia, ma almeno per questa settimana non è verosimile attendersela». Secondo i meteorologi ormai nelle città si è tutti più abituati ad avere l`aria condizionata in auto, in ufficio e persino a casa, normale quindi patire più il caldo quando si è fuori sotto il sole. Proprio i condizionatori sono finiti poi nel mirino del Codacons che giorni fa ha denunciato un sospetto aumento dei prezzi in coincidenza del caldo soffocante delle passate settimane.
Il caldo di questi giorni sta mettendo in croce anche gli uffici giudiziari romani dove gli impianti di aria condizionata funzionano a macchia di leopardo. Corridoi bollenti e aule gelide, uffici dove non si respira e stanze oppresse da temperature africane: Così se nella stanza di un pm c`è una temperatura di poco sopra i 20 gradi, capita che in quella del collega della porta accanto non si riesca a respirare e neanche a lavorare. I responsabili alzano le spalle, spiegano che con questo caldo tutti tengono l`aria condizionata al massimo e di conseguenza i motori non reggono tutto il carico, si cercherà di provvedere. Ma chi lavora nella cittadella giudiziaria della capitale non ci sta, il problema è vecchio e va affrontato. A peggiorare la situazione ci sono anche gli orari in cui i condizionatori funzionano: alle 17 l`impianto viene spento nonostante negli uffici ci siano ancora sia i magistrati sia gli impiegati e la polizia giudiziaria, e di sabato non si accende neppure. In più, c`è la struttura dei tre palazzi di piazzale Clodio, dove i corridoi interni si surriscaldano per tutto il giorno e oltre a non esserci i condizionatori non c`è neppure il ricambio dell`aria. Non tutti soffrono però, in alcuni uffici, in molte aule la temperatura è polare.
Nel pomeriggio di ieri intanto tutti i distaccamenti dei Vigili del Fuoco di Roma e Provincia sono stati impegnati a spegnere piccoli incendi di sterpaglie in tutta la città. I tratti più colpiti sono state alcune aree abbandonate adiacenti alla Cristoforo Colombo, via dei Monti Tiburtini, Lunghezza, via Tiburtina, Tor Vergata e poco lontano dall`aeroporto di Ciampino. Nell`opera di spegnimento sono state coinvolte anche le autobotti del Comune. Per quanto riguarda i boschi a rischio invece sembra funzionare la sala operativa regionale della Protezione Civile. Al numero verde (800.940918) finora sono giunte solo segnalazioni di poco conto e lo sforzo maggiore è ancora quello di monitorare le aree più a rischio: «La presenza costituisce già un buon deterrente», dicono dalla sala operativa. Nel Lazio infatti, secondo le stime del Corpo Forestale dello Stato, quasi il 70 per cento degli incendi è di origine dolosa e ogni volta che un piromane agisce vanno mediamente in fumo almeno 10 ettari di verde.
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