Soffia forte lo “Scirocco” sui problemi di Atm e Amam
-
fonte:
- Gazzetta del Sud
frizzanti botta e risposta tra i vertici delle due aziende e il trio barresi-russo-cerreti
Lucio D’ Amico Esplosiva è dir poco. La seconda puntata di “Scirocco”, il talk show del venerdì sera in onda su Rtp, condotto da Emilio Pintaldi, non ha tradito le attese. Si è discusso di Atm e di Amam ma le questioni che si sono intrecciate hanno toccato punti vitali della città: questioni economico-finanziarie, qualità del trasporto pubblico, disagi delle periferie e dei villaggi, istanze e problemi dei giovani universitari e degli anziani, iniziative delle associazioni dei consumatori e anche “patate bollenti”. Confronto-scontro con momenti anche di tensione, senza però mai scadere nella rissa. Seduti da un lato, gli uomini del sindaco De Luca piazzati ai vertici dell’ Azienda trasporti e dell’ Azienda acque: Pippo Campagna, presidente della nuova Atm Spa e consulente di De Luca; Pietro Picciolo, commissario liquidatore della vecchia Atm; Salvo Puccio, presidente dell’ Amam. Dall’ altro lato, la consigliera comunale del Partito democratico Antonella Russo, l’ esponente di Mli ed ex consigliere dell’ Amam Roberto Cerreti, il segretario provinciale della Uiltrasporti Michele Barresi. Tra il pubblico, dall’ altra parte dell’ ampio studio televisivo, i rappresentanti delle associazioni dei consumatori, Valentina Cardile (Unione consumatori), Noemi Gallo (Codacons), Antonio Cardile (presidente provinciale del Codacons Messina) e Mario Intilisano presidente Consumatori. Dal parcheggio Cavallotti i collegamenti esterni in diretta, con la giornalista della Gazzetta del Sud Tiziana Caruso, ospiti i rappresentanti delle sei Circoscrizioni e di alcune associazioni di studenti universitari e di utenti del trasporto pubblico. Si è cominciato subito con un rovente botta e risposta sull’ Atm, con Campagna a rintuzzare i veementi attacchi di Barresi, con Picciolo incalzato da Antonella Russo mentre, sul fronte Amam, la polemica più dura ha visto contrapposti il presidente Salvo Puccio e l’ ex componente del Cda Roberto Cerreti, il quale ha anche lanciato quella che egli stesso ha definito una “bomba”: «Sapete chi era l’ avvocato dell’ Amam, al momento della candidatura a sindaco di Cateno De Luca? Era l’ attuale assessore Dafne Musolino». Puccio ha sottolineato il grande lavoro condotto sul fronte del recupero delle morosità che, grazie alla campagna lanciata dal sindaco, sta facendo incassare all’ Amam somme importanti, da reinvestire per innalzare la qualità del servizio. Sono stati sollevati, però, dubbi su questa imponente operazione che rischia di avere effetti negativi anche su fasce sociali deboli e non protette, che potrebbero vedersi tagliata la fornitura idrica perché, ad esempio, i propri condomìni non si sono messi in regola. E non poteva non mancare il riferimento agli assessori e al sindaco che si sono autodenunciati per morosità pregresse. Ancora più delicata la discussione su vecchia e nuova Atm. Tante sono le criticità sollevate dai presidenti e dai consiglieri delle Circoscrizioni, tante le accuse mosse alla gestione Campagna («Hanno raso al suolo un servizio che funzionava, salvo poi fare precipitosamente marcia indietro, ma lo Shuttle è una vera e propria “bestemmia”», ha tuonato Michele Barresi). Il presidente della nuova Spa si è difeso, scaricando le colpe sulla precedente gestione. Momenti di tensione, come detto, sulle procedure di liquidazione, con uno scontro verbale tra la Russo e Piero Picciolo, sui timori per il destino dei 500 dipendenti Atm e sulle pieghe che potrebbe prendere la nuova inchiesta sui conti dell’ Azienda trasporti, dopo il maxi-sequestro di atti da parte della Guardia di finanza. Tornando all’ Amam, invece, le associazioni dei consumatori hanno anche dato una notizia: si attende a giorni la sentenza del Tribunale di Palermo che potrebbe riconoscere le ragioni della “class action” intentata quattro anni fa, ai tempi dell’ emergenza idrica (quando Messina restò a secco per quasi un mese), contro Comune e Amam. La “class action”contro l’ Amam La vicenda è vecchia ormai di quattro anni ma le ripercussioni potrebbero farsi sentire sui bilanci attuali del Comune e dell’ Azienda acque. Le associazioni dei consumatori hanno intentato, come ha ricordato l’ avvocato Cardile del Codacons, una “class action” per chiedere il risarcimento dei danni subiti dalla popolazione messinese durante la drammatica emergenza idrica del 2015. Il Tribunale di Palermo, a giorni, dovrà decidere se ammettere o meno la richiesta del Codacons. In quel caso, si potrebbe assistere davvero a una novità clamorosa, con decine di migliaia di messinesi legittimati a chiedere una forma di risarcimento, con costi milionari per l’ Amam.
-
Sezioni:
- Rassegna Stampa
-
Aree Tematiche:
- TRASPORTI
