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17 Giugno 2011

Società civile in allarme “Giù le mani dalla circolare Caselli”

Tiziana Sorriento del Codacons «Giù le mani dalla circolare Caselli». S’ intitola così l’ appello lanciato da alcuni frammenti della società civile che denunciano «lo svuotamento di fatto» di quella che da più parti è stata salutata come una novità giuridica di grande interesse. Ma cos’ è la circolare Caselli? «Si tratta di un provvedimento emesso nel 2008 dall’ allora procuratore generale Caselli – spiega l’ avvocato Tiziana Sorriento, presidente regionale del Codacons che ha lanciato l’ appello – In pratica si istituzionalizzava l’ intervento del sostituto procuratore generale nelle cause civili in cui si ravvisasse un pubblico interesse». Funziona così: in alcune materie come le azioni di tutela del risparmio, di diritto alla salute, di violazione del dovere di sicurezza nei posti di lavoro o in caso di norme a tutela dell’ ambiente e del territorio, il Pm può intervenire a favore di una delle parti quando ritiene che sia in ballo un interesse pubblico. La Stampa ha di recente riportato il caso di un intervento di questo genere, per esempio, nel caso di una ragazza vittima di violenza sessuale di gruppo che chiedeva allo Stato di pagare un risarcimento così come previsto da una direttiva Ue. La circolare Caselli riprende una possibilità già prevista da oltre mezzo secolo dall’ articolo 70 del codice di procedura civile, ma fino a oggi quasi mai applicata. All’ inizio c’ erano molti scettici: come farà la procura generale a occuparsi anche delle cause civili? ci si domandava. E invece, dopo i primi casi, il meccanismo è andato a regime. Da tempo la corte d’ appello civile invia alla procura generale i casi che riguardano le materie individuate. «Uno strumento utilissimo – dichiara Tiziana Sorriento – Molti giuristi lo hanno analizzato e lodato su riviste specializzate». Una particolarità che poneva Torino all’ avanguardia. Ma da qualche tempo il meccanismo gira a vuoto. «I fascicoli stanno tornando tutti indietro con la dicitura "visto, il pm non ritiene di dover intervenire" denuncia la Sorriento – Non sappiamo perché, ma è chiaro che guardiamo a questo nuovo modus operandi con grande preoccupazione». L’ appello è stato siglato da Codacons, Legambiente, CittadinanzAttiva e associazione Progetto Benessere.
 

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