27 Gennaio 2018

SOCI VENETE ALL’ ATTACCO DI INTESA

C’ è un giudice a Roma, poco allineato al governo – e al Parlamento che convertì il decreto – sul patto con cui Intesa Sanpaolo raccolse i resti moribondi di Bpvi e Veneto banca a 1 euro. È il Gup Lorenzo Ferri, che accogliendo la tesi di Francesco Compagna, difensore di alcuni dei 3mila soci e subordinatisti di Veneto banca, ha ammesso di citare come responsabile civile la compratrice (ma non Consob e Bankitalia). «Il decreto fu una forzatura giuridica – dice Compagna – possibilmente incostituzionale, perché una specifica categoria si vide negare la possibilità di far valere le proprie ragioni prevista dall’ ordinamento». Infatti Intesa Sanpaolo comprò solo certi attivi e passivi veneti, lasciando alla liquidazione i contenziosi. Ora la banca dovrà difendersi in giudizio dalle accuse degli ex di Veneto banca (ostacolo alla vigilanza e aggiotaggio); e già Codacons auspica simili citazioni per Ubi e Bper, compratrici delle 4 good bank senza i rischi legali. Intesa Sanpaolo, appreso il fatto «con sconcerto», lo dice «contrario alla legge e ancor prima a ogni logica»; e «non mancherà di esercitare ogni suo diritto legale e da contratto». Un guaio. Che un domani potrebbe dover dirimere – ancora – lo Stato.
andrea greco

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