5 Febbraio 2013

Soccorsi in ritardo Ora sotto accusa finisce Fiumicino

Soccorsi in ritardo Ora sotto accusa finisce Fiumicino

 

 

ROMA – Sicurezza dell’ aeroporto, responsabilità per il fuori pista, contratto tra Alitalia e Carpatair. Si muove su tre fronti l’ inchiesta della magistratura sull’ incidente di sabato scorso al «Leonardo da Vinci». E ieri, gli agenti si sono presentati negli uffici della direzione dello scalo romano e hanno acquisito una serie di documenti indispensabili per fare chiarezza su quello che è accaduto: i tracciati radar per controllare rotta e velocità del velivolo romeno in arrivo da Pisa, le disposizioni impartite ai soccorritori, la situazione delle piste. I colloqui tra torre di controllo e pilota dell’ Atr 72 sono registrati nelle scatole nere del velivolo sequestrate ed è già cominciato l’ esame dei dialoghi per stabilire se il pilota abbia detto la verità quando ha parlato di wind shear o se l’ atterraggio sia avvenuto a una velocità eccessiva, circostanza che starebbe emergendo dalle prime verifiche. A lanciare accuse sul ritardo nei soccorsi sono stati – da subito – la maggior parte dei 46 passeggeri del bielica. E ieri – seppure informalmente – i vigili del fuoco hanno fatto sapere che sono sì arrivati in ritardo accanto alla carlinga rispetto ai 180 secondi previsti dalle norme internazionali, ma che ciò non è stato provocato da loro incapacità bensì da indicazioni provvisorie e fuorvianti di chi doveva indirizzarli. Due le loro osservazioni: l’ informazione comunicata annunciava una «emergenza» e non il ben più grave «crash». E, soprattutto, il luogo del fuori pista sarebbe stato indicato in maniera talmente approssimativa che i primi automezzi rossi non sono riusciti subito a trovare il bielica. L’ Enav, a cui spetta il coordinamento degli interventi da terra, su questo ufficialmente non dice nulla: «Sono state rispettate tutte le procedure», è stato solo fatto notare da ambienti dell’ Ente. I tempi degli interventi sono ancora ufficiosi. Ma sembrano destinati a diventare definitivi: l’ allarme è scattato alle 20.33, il primo automezzo aeroportuale è arrivato sul luogo dove l’ aereo si è coricato su un lato alle 20.36. Il veicolo per l’ intervento medico arriva alle 20.40, un minuto dopo i vigili del fuoco. Alle 20.47 la prima ambulanza. «Per fortuna, l’ aereo non ha preso fuoco…», è stato sottolineato dai vigili del fuoco. L’ incredibile e, per certi versi, preoccupante ritardo ha comunque allarmato il procuratore di Civitavecchia, Gianfranco Amendola, e il pm Paolo Calabria. E li ha convinti ad approfondire anche questo aspetto dell’ indagine per disastro colposo sull’ incidente in cui sono rimaste ferite 16 persone tra passeggeri e membri dell’ equipaggio. Questi ultimi, a sentire gli investigatori, non sarebbero peraltro stati collaborativi. Tanto che oggi per una hostess che durante l’ interrogatorio si è più volte appellata al regolamento della compagnia senza rispondere ad altro scatterà la denuncia per reticenza. I magistrati vogliono inoltre approfondire il capitolo della situazione delle piste al momento del disastro. Una (perpendicolare al mare) era chiusa per manutenzione, l’ altra funzionava a ritmo ridotto per lavori agli impianti tecnici per il volo strumentale. Era in piena efficienza solo quella dello schianto: possibile che viste le condizioni climatiche molto particolari (vento forte, di intensità e direzione variabili) non fosse il caso di varare delle procedura d’ emergenza, si sono chiesti in Procura. Non meno importanti gli ulteriori fronti delle verifiche. Il contratto di wet lease tra Alitalia e Carpatair è nel mirino (ieri la nostra compagnia ha comunicato di aver sospeso i voli con la partner romena). E la dinamica dell’ incidente è tutta da approfondire. L’ Atr 72 ha poco più di 15 anni, è stato immatricolato il 21 novembre del 1997 dalla Simmons Airlines (una vecchia compagnia aerea americana poi tramutata in American Eagle) ed è passato sotto la Carpatair (in leasing) solo pochi mesi dopo l’ accordo con l’ Alitalia: si accerterà se era a posto o aveva dei problemi. Ancora. Mentre il Codacons ha inviato una diffida all’ Enac «affinché sia immediatamente imposto ad Alitalia e a tutte le compagnie aeree di indicare chiaramente al momento dell’ acquisto di un biglietto il nome del vettore che eseguirà il collegamento», il presidente dell’ Avia, Antonio Di Vietri, ha accusato l’ equipaggio di non aver mantenuto un posizionamento conforme al momento dell’ atterraggio. «L’ evacuazione dell’ aereo – ha detto – è avvenuta grazie alla presenza a bordo di quattro nostri colleghi fuori servizio». Flavio Haver RIPRODUZIONE RISERVATA.

 

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