Sobrino, bilancio in rosso per le diete
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fonte:
- Corriere della Sera
Crolla il giro d?affari, «buco» di 3 milioni di euro. Mobilità per 189 dipendendenti
Sobrino non fa più rima con grissino. Naviga in cattive acque la società creata otto anni fa dal ginecologo Roberto Sobrino e dalla moglie Mariella, due figli (Valerio e Andrea, di 10 e 11 anni) e un piccolo impero familiare che ora rischia il collasso. Il numero verde degli otto centri sparsi nella penisola (uno a Tivoli, quattro a Roma, due a Milano e uno a Firenze) squilla sempre meno: le telefonate sono crollate da 600 a quindici al giorno. E così pure è precipitato tutto il resto: nella prima metà del mese scorso una delle sedi di Milano ha stipulato due contratti appena, a Firenze ne sono stati firmati otto, soltanto a Roma le cose vanno un po? meglio. Non troppo però: in tutta Italia a giugno il giro d?affari si è fermato a 250 mila euro, Iva compresa, e per i 180 dipendenti è stata avviata la procedura di mobilità.
«Una situazione drammatica», ammette l?avvocato Antonio Perno, titolare dello studio Perno, Cremonese & associati, nuovo legale di fiducia dei Sobrino. È stato lui a scoprire e a rivelare ai coniugi l?amara verità: tre milioni di euro il buco nei primi quattro mesi di quest?anno.
Curare la cellulite si è rivelato un affare insidioso. Eppure per sette anni la signora Mariella, la «mente» del business, ha mietuto un successo dopo l?altro, dal primo centro creato a Tivoli all?ultimo aperto a Firenze qualche mese fa, quando i bilanci erano già in rosso. Moglie e testimonial, l?imprenditrice ha attratto schiere di donne cicciottelle e disposte a spendere sui 1.500 euro per ottenere un corpo da modella: 16 mila soltanto negli ultimi 18 mesi in cui le cose hanno girato per il verso giusto, cioè dalla metà del 2000 alla fine del 2001. Poi lo slogan «Sobrino-Magri come un grissino» ha fatto flop . Perché?
Pare che il declino sia cominciato subito dopo la puntata di Mi manda Raitre del 15 novembre scorso, seguita da un?offensiva in grande stile delle associazioni dei consumatori. Nella trasmissione condotta da Piero Marrazzo gli ospiti in studio, ex clienti e nutrizionisti, hanno messo sotto accusa il metodo Sobrino, basato su una combinazione di dieta dissociata e macchinari sciogli-grasso. Alla pessima propaganda è seguita, il 7 marzo, l?ordinanza dell? Autorità garante della concorrenza e del mercato che ha vietato gli spot che reclamizzavano i dispositivi in uso nei centri. «Si è trattato di un caso di pubblicità ingannevole – sostiene l?avvocato Italo Mannucci, capo dell?ufficio legale del Codacons -. Quei macchinari non sono in grado di bruciare la cellulite».
Nel frattempo la procura della Repubblica ha aperto un?inchiesta, mentre decine di ex clienti hanno promosso cause civili. «Attendiamo le prime sentenze per il risarcimento dei danni tra settembre e ottobre – spiega l?avvocato Massimiliano Dona, dell?Unione consumatori -. Intanto continuano a rivolgersi a noi donne che lamentano deficit di competenza, superficialità nell?assistenza, carenza di informazioni sulla reale utilità della cura e, soprattutto, inefficacia dei macchinari».
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