12 Giugno 2005

Sms: il tribunale rigetta il ricorso. Governo, nessun obbligo di informare

Sms: il tribunale rigetta il ricorso
Governo, nessun obbligo di informare


Roma – Non vi sarà alcun provvedimento d urgenza che obblighi il ministro dell Interno, Giuseppe Pisanu, a disporre la diffusione, mediante sms, delle modalità di svolgimento della consultazione referendaria sulla fecondazione medicalmente assistita prevista per domani e lunedì prossimi. Lo ha deciso ieri mattina il Tribunale civile di Roma – II sezione presieduta da Eugenio Curatola – che ha rigettato per carenza di legittimazione il ricorso presentato dal Codacons, il comitato per i diritti dei consumatori, dal Comitato per l appello per il No ai quesiti referendari, dall Italia dei Valori e dalla Lista consumatori i quali, peraltro, sono stati condannati, in solido tra loro, alla refusione delle spese di lite sostenute dal ministero dell Interno. Il Viminale ha espresso soddisfazione per la decisione adottata dal giudice del Tribunale di Roma, dal momento che la pronuncia del Tribunale, secondo il ministero, dà atto della correttezza con la quale sono state pubblicizzate le modalità di svolgimento del referendum, nel pieno rispetto della normativa che regolamenta l uso dei mezzi di informazione . Non può essere ravvisata, a carico del ministero una condotta omissiva colpevole, giuridicamente rilevante e potenzialmente lesiva di diritti o di valori inerenti alla persona garantiti dalla Costituzione , ha scritto il giudice Curatola nella motivazione del suo provvedimento. Considerato che nessuna norma – continua – prescrive un obbligo per l amministrazione di provvedere alla comunicazione delle modalità di voto tramite Sms , al giudice sembra del tutto evidente che l adozione della predetta misura, eccezionale ed invasiva (per l oggettiva incidenza sul diritto alla privacy), oltre che particolarmente onerosa, costituisce una scelta discrezionale prettamente politico-amministrativa, non valutabile dall autorità giudiziaria ordinaria. Nè tale discrezionalità può essere esclusa dalla circostanza che, nell ambito di una precedente consultazione elettorale, il ministero abbia ritenuto di procedere alla trasmissione degli sms, essendo palese che la valutazione effettuata (a torto o a ragione) dall amministrazione, per un singolo caso, non può costituire un precedente vincolante per la stessa amministrazione nè è indice di una condotta amministrativa da tenere in via generale . Secondo il giudice, infine, non è stata allegata nè comprovata una effettiva inadeguatezza della divulgazione delle modalità di voto attuata dalla pubblica amministrazione mediante i normali mezzi di informazione (emittenti radio-televisive, comunicati stampa, affissioni pubbliche), mezzi che, per la loro ampia e notoria diffusione, devono essere considerati, in assenza di riscontri contrari, adeguati e sufficienti (e tali sono stati considerati anche dal legislatore, che solo per essi ha previsto una espressa regolamentazione) . Per Carlo Rienzi, esponente del Codacons, evidentemente gli elettori sono cavie sulle quali il ministro può decidere di sperimentare gli sms violando la privacy quando gli conviene politicamente così come fece alle Europee, mentre può rispettarne la riservatezza quando non gli conviene mandare la gente a votare . Rienzi ha annunciato ricorso in appello ma ha riconosciuto che ormai solo una decisione del ministro che valuti che oggi come in occasione delle Europee è necessario informare più compiutamente gli elettori potrà far arrivare l`sms a tutti .

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