10 Febbraio 2006

Sms consumatori“ e sui prezzi è rissa

Il ministero delle Politiche agricole lancia il servizio di controlli on line su frutta e verdura
“Sms consumatori“ e sui prezzi è rissa
Furibondi i negozianti: “Quei messaggini produrranno solo polemiche e confusione“

“Sms Consumatori“, ovvero come rendersi conto in tempo reale e interattivo se un prodotto ortofrutticolo esposto sul banco viene venduto a un prezzo in linea con i listini ufficiali della filiera agroalimentare, oppure no. E` questo il nome dato al nuovo servizio di consulenza telefonica gratuita varato dal Governo contro il caro-prezzi: un sms per porre un freno alle speculazioni sul mercato della frutta e verdura. Tutto molto semplice e on-line, peccato che già al suo primo giorno di battesimo l`idea abbia fatto infuriare il mondo padovano delle associazioni del commercio al dettaglio. Da Ascom, Confesercenti, ambulanti delle piazze e Mercato Agroalimentare si leva un coro unitario di proteste: “L`idea del messaggino creerà solo confusione“ è il ritornello delle categerie “e non risolverà il problema del carovita“. Ma come funziona il nuovo servizio che consente ai consumatori che stanno facendo la spesa in qualsiasi negozio, di scoprire se il prezzo di circa 59 prodotti ortofrutticoli, dalle zucchine, ai limoni, è equo e meno? L`iniziativa, targata ministero delle Politiche agricole in collaborazione con Intesaconsumatori (Federconsumatori, Adoc, Adusbef e Codacons) è stata illustrata dal ministro Gianni Alemanno e prevede un meccanismo elementare: chi è interessato dovrà inserire il nome del prodotto nel testo del messaggino e inviarlo ai due numeri: 48236 (per gli abbonati Tim, Wind e Tre) e 4312345 (per gli abbonati Vodafone). Immediata arriverà la risposta del ministero con il prezzo medio al dettaglio del prodotto nelle tre macroaree: Nord, Centro e Sud Italia. Non solo: verrà fornita indicazione anche dei prezzi medi all`origine e all`ingrosso. Il consumatore, se troverà un prezzo troppo alto, potrà segnalare con un secondo messaggio, contrassegnato dal punto esclamativo, il punto vendita che l`ha applicato. A quel punto, secondo quanto ha spiegato Alemanno, “Scatteranno controlli di carattere fiscale da parte della Guardia di Finanza e dell`Agenzia delle entrate“. Ma le associazioni di categoria non gradiscono e oppongono al Governo una serie di argomentazioni. La prima a insorgere è la Confesercenti col suo presidente Nicola Rossi: “Siamo di fronte a un`azione demagogica che crea confusione e inutili contrasti senza risolvere i problemi. Comunicare il prezzo medio non significa nulla e non accerta quale sia il prezzo giusto finale che i consumatori possono pagare con tranquillità al commerciante. Il prezzo finale che troviamo sui banchi dell`ortofrutta è il risultato di una serie di fattori: non tutti i servizi hanno gli stessi costi di gestione, l`occupazione del suolo pubblico è diversa, è necessario un confronto tra i livelli di produzione a partire dal prezzo all`ingrosso“. Per i vertici della Confesercenti, infine, “Crea perplessità il fatto che l`Ismea riportasse, fino al 2005, la composizione del prezzo all`interno della filiera. E i dati raccolti dimostravano che quest`ultima era suddivisa all`incirca in quote uguali per le tre fasi della produzione, ingrosso e dettaglio relative al settore degli ortaggi, mentre per il settore frutticolo era pari al 40% circa per le prime due e al 20% circa per il dettaglio“. A prendere posizione è anche Fiorenzo Capuzzo, presidente del sindacato alimentaristi Fiesa-Confesercenti: “A quando gli sms sui costi dei servizi bancari, sui canoni di locazione per uso civile e commerciale, sui costi del gas, del carburante, delle tariffe? La realtà è che si sta toccando il ridicolo creando solo nuova confusione senza dare soluzioni. Bisogna restituire fiducia al mercato innestando un circolo virtuoso con nuove risorse da spendere in consumi“. Ad attaccare direttamente il Governo è Giancarlo Daniele, amministratore delegato del Maap: “C`è una sola espressione per definire questa trovata del governo, ed è “incompetenza assoluta“. E` un servizio che non fornisce un`informazione esatta: basta dire che sul prezzo delle mele verdi non viene specificata l`origine, che sui prezzi incide moltissimo. E` ora che il governo faccia ciò che sa fare, altrimenti si astenga“. Ma che succederà nel rapporto tra commerciante e cliente? “I consumatori daranno del ladro a persone che non lo sono, e questo solo a causa dell`incompetenza del ministero. Vergogna“.

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