SMOKE-BUSTERS?
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fonte:
- Il Tempo
SMOKE-BUSTERS? Va bene, giochiamo, la ragazza con l?estintore del resto fa tanto «televisione», strappa foto in prima pagina, incanta il circo mediatico. Va bene pure la vigilanza sull?applicazione della legge antifumo di Girolamo Sirchia, pur restando il dubbio se il ministro non sia un po? preoccupato di questi suoi simpatici «pasdaran» autoinvitati al tavolo dei controlli, che forse spetterebbero alle forze dell?ordine. Va bene tutto, in difesa dei consumatori. O no? Beh, in effetti c?è quel vecchio principio che insegna che la propria libertà finisce laddove viene a ledere la libertà altrui. Per intendersi, sembra proprio lo stesso principio che impone al «fumatore-consumatore di sigarette» di non far respirare i propri effluvi agli altri. Giusto, sacrosanto. Il principio però vale evidentemente a senso unico, quando dall?altra parte della barricata ci sono i destinatari delle attenzioni delle associazioni. Nel caso di specie gli incolpevoli studenti di un istituto scolastico di Prati, il Magistrale Gelasio Caetani di piazza Mazzini.
Come valutare altrimenti il blitz di ieri mattina dei paladini dei consumatori dell?avvocato Carlo Rienzi? Qualche perplessità la visita degli attivisti del Codacons la desta, quando si apprende di una specie di irruzione in una scuola pubblica, di «interviste» a studenti minorenni, di liceali ripresi in volto da telecamere «casualmente» arrivate – convocate? – sul posto insieme a Rienzi e ai suoi.
Sconvolta dell?accaduto la preside Antonella Buono, giustamente preoccupata dall?uso delle telecamere sui ragazzi. Uso oltretutto curiosamente rivendicato dall?uomo di legge Rienzi, che nelle sue dichiarazioni alle agenzie spiega che «abbiamo ripreso con le nostre telecamere dei ragazzi che fumavano sulle scale antincendio, è un fatto grave». Già, proprio un fatto grave, come insegna la Carta di Treviso, che tutela la personalità del minore, evidentemente solo ai cronisti e non ai paladini dei consumatori. Materia per il garante per la Privacy, forse.
La preside da canto suo replica spiegando che «l?istituto ha l?obbligo di difendere i propri studenti. Oltre un mese fa abbiamo informato studenti, professori e famiglie delle nuove norme contro il fumo e che tutto quello che è possibile fare per difendere gli studenti dal fumo passivo è stato fatto». Le fa eco il direttore amministrativo, la dottoressa Lidia Grossi, che racconta i momenti del raid: «Sono arrivati nell?intervallo, un?irruzione vera e propria. Le leggi vanno rispettate, è chiaro, ma c?è modo e modo. E il metodo usato è stato davvero fuori luogo, arrogante».
Bilancio dell?azione, una multa di 220 euro per la scuola. Un successo, il commento del Codacons. Già, anche se la multa comminata dai vigili urbani non è stata elevata perché qualche studente è stato sorpreso a fumare nei locali della scuola. Semplicemente, mancava ancora un cartello con l?indicazione del responsabile dei controlli. «Dura lex sed lex», nulla da eccepire. Traducendo per i giuristi del Codacons, la legge è dura ma è la legge. Già, talmente dura che qualcuno la usa come una clava. Complimenti.
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