26 Gennaio 2010

SMOG:A MILANO VELENI E POLEMICHE; ANCHE PENATI INDAGATO/ANSA

 
 
PM10 DA 15 GIORNI OLTRE LIMITI; SINDACO, NON PEGGIO CHE ALTROVE

           
            (ANSA) – MILANO, 26 GEN – Quindici giorni consecutivi di
polveri sottili oltre i limiti consentiti: l’inquinamento,
però, a Milano ormai non avvelena soltanto l’aria ma anche il
clima politico a colpi di polemiche, accuse di inerzia contro le
amministrazioni e nuovi interventi della magistratura.
   Da ambienti giudiziari è filtrata oggi la notizia
dell’iscrizione nel registro degli indagati di Filippo Penati,
ex presidente della Provincia di Milano e candidato del
centrosinistra alle regionali, nell’inchiesta sui livelli di
smog che ha già coinvolto il sindaco di Milano Letizia Moratti,
il presidente della Lombardia Roberto Formigoni e il suo
successore Guido Podestà.
   Proprio da Formigoni è arrivata la "solidarietà" a favore
dell’avversario nella corsa al Pirellone per un’indagine nata da
un esposto del Codacons e che il governatore uscente ha definito
"una farsa che sembra non avere fine".
   La mano tesa di Formigoni, però, è stato forse l’unico
gesto di pace in una giornata segnata dal muro contro muro tra
chi accusa le amministrazioni di non fare abbastanza e chi
invece invita a non scatenare allarmismi. Non a caso lo stesso
Penati ha così commentato la sua iscrizione nel registro degli
indagati: "Non mi preoccupa questo – ha affermato – ma
l’immobilismo del sindaco Moratti di fronte a 18 giorni di
superamento dei limiti del Pm10 a Milano dall’inizio
dell’anno".
   "A Milano non c’é più emergenza di quanto non ci sia in
altre città italiane – si è così difesa il sindaco Letizia
Moratti – dove i giorni di sfondamento sono stati superiori ai
nostri. Sarebbe interessante sapere se altre città italiane
hanno preso le stesse misure strutturali che abbiamo preso
noi".
   Intanto i consiglieri comunali di opposizione, che ieri hanno
occupato simbolicamente l’aula del consiglio, hanno proclamato
"lo stato di agitazione permanente". Si preparano alla
manifestazione di sabato in piazza Scala indetta dai Genitori
Antismog in piazza Scala e annunciano una campagna di
sensibilizzazione con epidemiologi e scienziati di fama, forti
dell’inedito sostegno dell’ex assessore comunale alla Mobilità
Edoardo Croci, padre di Ecopass e recentemente licenziato dalla
Giunta Moratti.
   Ambientalisti e centrosinistra sollecitano il sindaco Moratti
ad adottare misure di emergenza a fronte degli interventi di
medio periodo già assunti: il blocco del traffico per tre
giorni, l’estensione del pagamento di Ecopass anche ai diesel
Euro 4 e il limite degli 80 km orari in autostrada. Ma ormai il
partito degli interventi urgenti contro l’inquinamento trova
sostenitori anche nel centrodestra, a partire dal presidente
della Provincia Guido Podestà, favorevole alle targhe alterne
durante i week end.
   "Bisogna comprendere – ha detto Podestà – che in certe
condizioni climatiche forse occorre osare di più". Dal canto
suo la Lega ha già organizzato per il prossimo week end un
referendum nei propri gazebo sulla proposta di targhe alterne
per tutto il mese di febbraio, con tanto di biglietti per i
mezzi pubblici in regalo ai primi 500 "elettori". E le sirene
delle targhe alterne hanno aperto una fronda rosa anche nel
gruppo del Pdl in Comune, ufficialmente contrario a interventi a
tampone. "Sarebbe il caso di fare qualcosa nell’immediato – ha
affermato Barbara Ciabò – una settimana di targhe alterne e una
domenica e piedi e poi, in questi periodi di emergenza smog,
prevedere biglietti dei mezzi pubblici scontati come si fa a
Natale per favorire i commercianti. I polmoni dei milanesi
valgono o no quanto le tasche dei negozianti?".  (ANSA).

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