29 Dicembre 2015

Smog, primo stop a Milano Ma ora tocca algoverno Zaia: niente targhe alterne

Smog, primo stop a Milano Ma ora tocca algoverno Zaia: niente targhe alterne

vertice domani nella capitale. il ministro galletti: «bisogna coordinare meglio gli interventi». le opposizioni attaccano
A Milano tutti a piedi (e i 300 che ieri non hanno rinunciato alla macchina sono tornati a casa anche con la multa), a Roma sono ricominciate le targhe alterne, in giro per l’ Italia si invita ad abbassare i termosifoni e intanto le previsioni danno brutto stabile. Dove il brutto, stavolta, è l’ alta pressione che in inverno significa niente pioggia, in montagna niente neve, in pianura niente sole e così scendono a terra le varie declinazioni di Pm, gli ossidi di azoto e tutte quelle sigle che da settimane ormai sono entrate nel gergo comune. È l’ emergenza smog che non accenna a diminuire e che ha portato il ministro dell’ Ambiente a convocare un vertice per domani a Roma con presidenti di Regioni, sindaci di grandi città e capo della Protezione civile. «Bisogna coordinare meglio gli interventi delle singole amministrazioni comunali – ha detto Gian Luca Galletti – I sindaci hanno fatto bene di fronte all’ emergenza, hanno preso varie decisioni che credo vadano coordinate meglio, valutando quelle che hanno funzionato meglio e mettere a sistema queste iniziative». Anche a Nordest i sindaci si sono mossi e pure loro, domani, saranno chiamati a partecipare a un vertice in Regione, anche se il Cis – Comitato di indirizzo strategico – convocato dall’ assessore veneto all’ Ambiente Giampaolo Bottacin potrebbe slittare di qualche ora per capire quali saranno gli orientamenti che arriveranno dalla capitale. E anche se le competenze in materia di smog spettano ai sindaci, dalla Regione difficilmente arriverà un invito a copiare Roma: «Spero non si decida per le targhe alterne», ha detto il presidente veneto Luca Zaia, accusando peraltro il Governo di dare «una pessima dimostrazione»: «Non si possono affrontare i problemi nel momento in cui ci sono le polveri sottili e non piove. Non possiamo fare la danza della pioggia, ma bisogna attivarsi con gli strumenti della programmazione. Si sono persi anni sul fronte delle riforme strutturali a livello ambientale: penso al tema del controllo delle caldaie e al monitoraggio della qualità delle temperature all’ interno degli edifici». L’ aspetto curioso è che in Veneto, nonostante l’ emergenza di questi giorni, la situazione sarebbe migliorata: «Il Piano Aria che abbiamo approvato la scorsa estate – dice l’ assessore Bottacin – documenta come negli ultimi 5-6 anni tutti gli inquinanti sono mediamente in calo. Merito delle varie misure intraprese, dalla rottamazione di stufe e caldaie alla battaglia, vinta, per non avere un altro inceneritore in Veneto». I dati delle ultime ore confermano uno smog a macchia di leopardo anche all’ interno delle stesse province, com’ è il caso di Treviso. Così i sindaci si attivano. La misura più estrema resta quella di Milano con il blocco totale per sei ore, dalle 10 alle 16, del traffico e, a fronte di 1500 controlli, “appena” 300 multe. Milano sarà senz’ auto anche oggi e domani. A Roma, invece, sono ricominciate le targhe alterne: oggi potranno circolare solo le dispari. Le critiche, tuttavia, non mancano. Dopo il M5s, anche Sel attacca e, con Paolo Cento, parla di «inadempienza del governo Renzi di fronte all’ emergenza smog». Il Codacons ha deciso di rivolgersi al Consiglio di Stato chiedendo la nomina di un commissario ad acta che si sostituisca all’ attuale amministrazione nell’ attuazione di un piano di potenziamento del trasporto pubblico. Governo bocciato anche da Forza Italia che, con una delegazione guidata dal vicepresidente del Senato Maurizio Gasparri, ha incontrato in Campidoglio il commissario Tronca: «Solo politiche di carattere generale – ha detto Gasparri – possono affrontare un’ emergenza che le singole città non possono risolvere da sole». Quanto alle previsioni, c’ è poco da sperare: per le piogge che dovrebbero portare sollievo alla cappa di smog si dovrà infatti aspettare l’ arrivo di una perturbazione atlantica, prevista per il 2 o 3 gennaio. © riproduzione riservata.
 
 

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