28 Dicembre 2015

Smog, l’ Italia è in ginocchio subito lite sull’ emergenza

Smog, l’ Italia è in ginocchio subito lite sull’ emergenza
il governo convoca i comuni, affondo di grillo: 68mila morti in più

Claudia Guasco MILANO I sindaci che bloccano il traffico vengono accusati di isolare le città, chi opta per le targhe alterne è tacciato di lassismo. Qualunque sia la soluzione scelta per ripulire l’ aria dei centri urbani, soffocati dalle polveri sottili, impazzano le critiche. Nella settimana dello stop alle auto l’ inquinamento è il cavallo di battaglia dello scontro politico e dopo che a Roma per 35 giorni ben sette centraline hanno superato il limite dei 50 microgrammi di polveri sottili per metro cubo, è chiaro che un piano organizzato sia urgente e necessario. Il governo convoca per mercoledì 30 dicembre una riunione di coordinamento degli interventi contro lo smog nelle città italiane: ci saranno i presidenti di Regione, i sindaci e il capo della Protezione civile Fabrizio Curcio. Anche a Santo Stefano le soglie di pm10 sono state infrante e oltre all’ aria si surriscalda il clima politico. A Milano Lega e centrodestra muovono a testa bassa contro il sindaco Giuliano Pisapia – «Allo stop totale non credono nemmeno gli ambientalisti. Milanesi beffati e trattati come sudditi», dice il vicepresidente del consiglio comunale Riccardo De Corato – a Roma Verdi e Sel bollano come blando il fermo a targhe alterne del commissario straordinario Francesco Paolo Tronca. Mentre Beppe Grillo attacca premier e ministri», accusandoli di passeggiare «incuranti sui cadaveri degli italiani: il 2015 si chiuderà secondo l’ Istat con 68.000 morti in più. Come ai tempi delle grandi guerre. Le città italiane non sono state bombardate dalle potenze straniere, ma vivono sotto l’ assedio di nemici silenziosi. Lo smog le sta rendendo sempre più simili a Pechino», scrive sul suo blog. Il governo corre ai ripari. «La risposta che possiamo dare nel medio termine – spiega il governo – parte da un nuovo rafforzato impegno sulla mobilità sostenibile, per lo svecchiamento del parco mezzi pubblici e per l’ efficienza energetica, ma non avrà successo senza una nuova cultura civica nelle strade, nelle realtà produttive, nelle abitazioni». E il ministro Graziano Delrio ricorda che «nella legge di Stabilità 2016 ci sono diverse misure che possono contribuire all’ abbassamento delle emissioni in Italia». Un esempio: sono previste risorse che verranno utilizzate «per favorire l’ acquisto di mezzi di ultima generazione per l’ autotrasporto di merci su strada». Nel frattempo si agisce sulla spinta dell’ allarme: Milano ha raggiunto il record di 97 giorni oltre i limiti di pm10, le polveri sottili avvelenano Frosinone, Bergamo, Torino, Cagliari e Pavia. Da oggi macchine in garage, chi infrange il divieto rischia una multa da 163 a 658 euro. «Aria più pulita? Le auto contribuiscono al massimo al 20% dell’ inquinamento. Fossi sindaco mi occuperei di controllare le caldaie (abbassando il riscaldamento negli uffici) e di comprare autobus che inquinino meno. Il resto è aria fritta, o meglio aria sporca, alla Renzi», è il tweet polemico del leader del Carroccio Matteo Salvini. Replica di Pisapia: «Il blocco della circolazione è una misura emergenziale che va a sommarsi all’ impegno serio del Comune, che in questi anni è stato lasciato a combattere da solo proprio da chi oggi commenta». Situazione grave a Milano, ma livelli allarmanti delle polveri sottili si stanno registrando comunque in tutta Italia, da Frosinone (deciso il blocco delle auto per tre giorni) a Cagliari, da Pordenone a Roma dove il Codacons minaccia di denunciare in procura il Campidoglio perché non garantirebbe la salute dei cittadini. © RIPRODUZIONE RISERVATA.
claudia guasco

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this