Smog killer anche per i motociclisti “Colpa sua se sulle strisce si scivola”
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fonte:
- la Repubblica
PROVOCA danni al sistema respiratorio, corrode la pietra dei monumenti e contribuisce a uccidere le piante. Ma non solo. Il particolato atmosferico – le cosiddette “polveri sottili” prodotte dalla combustione di idrocarburi e dall’ attrito dei freni dei veicoli – rende scivoloso il manto stradale ed è quindi pericoloso per chi si sposta in bicicletta o in moto. Lo scrivono in una nota i tecnici dell’ assessorato ai Lavori pubblici di Palazzo Marino: «L’ accumulo di micro inquinanti al suolo – si legge – in lunghi periodi di siccità può dar luogo a una pellicola scivolosa, risentita maggiormente dai veicoli con minor aderenza in curva come ciclomotori e biciclette, le cosiddette “utenze deboli” della strada». La nota dei tecnici del Comune contenuta in una mail di risposta alle associazioni di centauri Motocivismo e Coordinamento italiano motociclisti, che avevano lanciato l’ allarme sul «grave pericolo rappresentato a Milano dalle verniciature del manto stradale ». I centauri sostenevano, cioè, che le strisce pedonali in città sarebbero più sdrucciolevoli del dovuto. Nel respingere l’ accusa (le strisce sono tracciate secondo le prescrizioni di legge) Palazzo Marino solleva però la questione più generale dello smog come rischio diretto per chi si muove su due ruote. I tecnici del Comune definiscono la formazione della patina scivolosa di polveri in caso di siccità come «una condizione non prevedibile, di non facile e immediata soluzione ». E rilevano come essa «comporti un abbassamento del grado di aderenza delle superfici », invitando quindi alla pruè denza ciclisti e motociclisti. L’ unico modo per non rischiare di cadere, secondo il Comune, sarebbe infatti «una maggiore attenzione nella guida e una riduzione della velocità del mezzo». Una statistica sulla reale incidenza della patina scivolosa di inquinamento sugli incidenti stradali ancora non esiste. Ma per Andrea Trentini, presidente di Motocivismo, «lo smog non deve diventare una scusa da parte del Comune per sottrarsi alle proprie responsabilità: si trovi comunque il modo di tracciare strisce pedonali meno scivolose ». Per Marco Donzelli, presidente del Codacons, «nelle città del nord Europa il problema della patina di polveri si risolve stendendo asfalto drenante, che oltre a evitare il crearsi di cuscini d’ acqua aiuta anche a disperdere il particolato». Secondo uno studio di Anas l’ introduzione di asfalto drenante riduce del 71 per cento il numero di incidenti. Nelle città olandesi già oggi viene impiegata una mescola drenante poco abrasiva, che non produce danni eccessivi a ciclisti e motociclisti in caso di caduta, come invece fa l’ asfalto impiegato in autostrada. Per Damiano Di Simine, presidente di Legambiente Lombardia, «il rischio per la sicurezza stradale prova una volta di più come la lotta all’ inquinamento sia fondamentale. È molto positivo il fatto che Area C, pensata come congestion charge, aiuti a ridurre le emissioni da traffico, un impegno a cui tutti gli attori, privati e istituzionali, devono contribuire ». Secondo gli ultimi dati di Palazzo Marino, l’ introduzione di Area C avrebbe ridotto del 58 per cento le emissioni di PM10 allo scarico rispetto al 2008 e dell’ 11 per cento rispetto al 2011. © RIPRODUZIONE RISERVATA.
franco vanni
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