23 Luglio 2013

SMOG: ISTAT; PM10, IN CALO SUPERAMENTO LIMITI IN CAPOLUOGHI

    SMOG: ISTAT; PM10, IN CALO SUPERAMENTO LIMITI IN CAPOLUOGHI  

    CODACONS: DATI INFLUENZATI DALLA CRISI E DALLA RIDUZIONE DEGLI SPOSTAMENTI

     

    SINDACI NON FANNO NULLA PER RIDURRE INQUINAMENTO

    Per il Codacons i dati resi noti oggi dall’Istat sulla qualità dell’ambiente urbano sono un indice della grave crisi economica che sta attraversando l’Italia.
    Per l’associazione di consumatori è particolarmente negativo il crollo della domanda di trasporto pubblico, in diminuzione del 7,4% rispetto all’anno precedente. Un dato che dimostra come le difficoltà economiche si ripercuotano su un drastico calo della mobilità. Anche il presunto miglioramento della qualità dell’aria rispetto al 2011 è dovuto principalmente alla riduzione dei veicoli in circolazione, oltre che ad un inevitabile svecchiamento del parco veicoli. Gli spostamenti in auto avvengono orami solo per effettive necessità, come attesta la riduzione dei consumi di carburanti.
    Inoltre la diminuzione del numero dei capoluoghi dove il valore limite per la protezione della salute umana previsto per il PM10 viene superato per più di 35 giorni, passato dalle 59 città del 2011 alle 52 del 2012, è decisamente vergognoso, sia perché è dovuto a fattori esogeni rispetto all’azione dei sindaci e delle regioni, sia perché il tetto dei 35 giorni è in vigore orami dal gennaio 2005, ossia da oltre 8 anni ed il decreto che lo prevedeva era noto fin dal 2002.
    Insomma dopo oltre 11 anni è assurdo e scandaloso che i sindaci non abbiano ancora fatto nulla di concreto per rispettare un limite fissato dalla legge e non intervengano seriamente per ridurre l’inquinamento, che produce ogni anno migliaia di morti in Italia.
    Si ricorda, a puro titolo di esempio, lo studio dell’Organizzazione mondiale della Sanità (“Health impact of PM10 and ozone in 13 italian cities”) sulla popolazione residente nelle 13 città italiane di maggiori dimensioni (Torino, Genova, Milano, Trieste, Padova, Venezia, Verona, Bologna, Firenze, Roma, Napoli, Catania, Palermo) in base al quale una media di 8.220 morti l’anno è da attribuirsi agli effetti a lungo termine delle concentrazioni di PM10 superiori ai 20 µg/m3, il che equivale al 9% della mortalità degli over 30 per tutte le cause esclusi gli incidenti stradali.

     

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