2 Dicembre 2009

Smog, indagati Formigoni, Podestà e la Moratti

L’ira del governatore: «È una farsa.  Mi vogliono incastrare» La denuncia è arrivata dal Codacons 

 

I nquinamento atmosferico. Indagato il presidente della Lombardia Roberto Formigoni, assieme al sindaco Letizia Moratti e al presidente della Provincia Guido Podestà. Le opposizioni in Consiglio regionale non si sono fatte sfuggire l’occasione per ribadire una nuova e più efficace politica contro gli inquinanti. «Non commentiamo gli avvisi di garanzia ha detto il capogruppo del Partito democratico in Consiglio regionale Carlo Porcari . In questo caso, se le cose stanno come dice Formigoni, si tratta di una denuncia per l’inefficacia delle politiche regionali antismog. Le misure regionali non sono state efficaci, ma certo non si può imputare a Formigoni l’inquinamento atmosferico della Lombardia, e l’efficacia di una politica non può avere implicazioni penali. Quando le carte saranno pubbliche giudicheremo. È comunque improprio e inopportuno che chi ha responsabilità istituzionali usi vicende come queste per portare acqua alla campagna di delegittimazione della magistratura ». Ma Formigoni a questo attacco ha reagito duro, adombrando un’azione della Procura in vista della campagna elettorale.  Nei giorni scorsi la Procura aveva già chiesto l’archiviazione del procedimento, iniziato in base a un esposto del Codacons, ma il gip Marina Zelante l’aveva respinta disponendo nuovi accertamenti. In particolare aveva chiesto di accertare quali provvedimenti Comune e Regione avessero preso per limitare l’emissione di pm10 e, attraverso l’Arpa, quante volte in un anno fosse stata superata la soglie di tolleranza. «In merito all’avviso di garanzia ricevuto ha invece chiarito Podestà mi limito ad osservare che i fatti oggetto di accertamento per il 2007 sarebbero avvenuti almeno 600 giorni prima del mio insediamento alla presidenza della Provincia di Milano. Quanto all’esposto inerente il 2009 mi risulta che si tratti di eventi precedenti la mia elezione». Insomma fatti attribuibili alla gestione Penati. Si tratta di una procedura, è stato spiegato negli ambienti di Palazzo di Giustizia, necessaria per poter acquisire alcuni atti sull’attività compiuta per prevenire e limitare l’inquinamento atmosferico.  Tra l’altro in Procura, dieci giorni fa, è giunto un nuovo esposto del Codacons che si riferisce al 2009 e che sarà trattato insieme al precedente. Formigoni ieri ha subito convocato una conferenza stampa per annunciare di aver ricevuto l’informazione di garanzia: «Eccolo, eccolo il tanto agognato, scongiurato avviso di garanzia. Eccolo, è arrivato. Finalmente hanno trovato il modo di incastrare il presidente della Regione. Proprio in campagna elettorale», ha detto Formigoni, senza nascondere una vena ironica a proposito di notizie che circolano da giorni su un suo presunto coinvolgimento in altre inchieste milanesi, quelle legate alle bonifiche effettuate dall’imprenditore Giuseppe Grossi. Dopo aver spiegato che gli viene contestato il reato previsto dall’articolo 674 del codice penale (getto pericoloso di cose) ha bollato la vicenda come «una farsa».  Il governatore ha ricordato come un identico esposto, sempre del Codacons, venne archiviato dal pm Grazia Colacicco. Formigoni si è allora chiesto per quale motivo, questa volta, i pm hanno fatto questa scelta: «Vuoi vedere si è risposto in modo ironico che c’entra il fatto che siamo in campagna elettorale? Ho avuto 10 processi e sono sempre stato assolto». Il presidente della Lombardia ha paventando l’invio di un’informazione di garanzia anche dall’Aquila per la costruzione della Casa dello studente realizzata dalla Regione. «All’Aquila è in effetti aperta un’inchiesta, ma nessuna informazione di garanzia, per ora, è stata inviata », come ha confermato lo stesso avvocato di Formigoni Mario Brusa. Formigoni: «Dieci processi, dieci assoluzioni».

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