2 Dicembre 2009

“Smog, in Lombardia limiti sforati” Avvisi a Formigoni, Moratti e Podestà

Il governatore: mi aspetto mosse anche dall’Aquila. La Procura: atto dovuto

 
MILANO Dossier a volte tenuti nascosti (come l’ultimo del Comune) che rilevano in città un’aria «infestata come nelle tangenziali». Studi che certificano morti e ricoveri riconducibili allo smog. I limiti dell’Unione Europea ogni volta superati: i giorni tollerati di sforamento delle soglie di inquinanti sono 35 in un anno e da gennaio sono già stati 91. E proprio per il superamento dei limiti, quest’anno e gli anni scorsi sono indagati il presidente della Regione Roberto Formigoni, quello della Provincia Guido Podestà e il sindaco Letizia Moratti. «È un’iscrizione di assoluta ed esclusiva garanzia» precisa il procuratore aggiunto Nicola Cerrato, titolare dell’inchiesta con il sostituto Giulio Benedetti. Viene contestata la contravvenzione dell’articolo 674 del codice penale (getto pericoloso di cose) che prevede una pena massima di un mese d’arresto o un’ammenda di 206,58 euro.  L’indagine nasce da due esposti presentati dal Codacons, l’associazione dei consumatori. Uno nel 2007, l’altro il 26 ottobre scorso.  Per il primo venne chiesta l’archiviazione, ma dopo l’opposizione del Codacons il gip Marina Zelante ha imposto alla Procura l’acquisizione di documentazione specifica nelle istituzioni (Regione, Provincia e Comune), nonché all’Arpa. E i ieri sono stati identificati i rappresentanti dei primi tre enti. L’Arpa è l’ente della regione che monitora l’aria. Domenica e lunedì, a Milano pioveva. Eppure i valori di certi killer, per esempio il biossido d’azoto, non sono calati di molto. Si leggeva nel dossier del Comune: «L’esposizione all’inquinamento dei residenti è cronica ». Cronica: acuta e difficile da guarire. Tra il 2007 e il 2008, ha rivelato una ricerca scientifica, «ci sono stati 53.514 accessi ai pronto soccorso con larga probabilità dovuti all’inquinamento». Al suo staff, la Moratti ha manifestato una perplessità, basata sul seguente dato: è indagato il sindaco dell’Ecopass. L’Ecopass è il ticket antismog (si paga per entrare nella cerchia dei Bastioni) partito due anni fa. Il suo «papà», Edoardo Croci, è stato appena sollevato dall’incarico di assessore alla Mobilità. Se Podestà è stato stringato («I fatti oggetto di accertamento riguardano il mio predecessore »), Formigoni ha convocato una conferenza stampa. L’annuncio dell’avviso di garanzia; dopodiché, la lunga difesa o piuttosto l’attacco. «Hanno trovato come incastrarmi ha detto . Vuoi vedere che c’entra con il fatto che siamo in campagna elettorale? Ho affrontato dieci processi e sono stato sempre assolto». E non sarebbe finita qui: il governatore si aspetta «un altro avviso di garanzia, dalla Procura dell’Aquila per la nuova Casa dello studente». Il centrosinistra parla di «attacco ai giudici». I Verdi invocano misure per proteggere la salute (ma Legambiente, davanti all’inchiesta, è scettica). Oggi lo smog, visto che ieri non ha piovuto, sarà ancora più asfissiante.

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