28 Gennaio 2011

Smog, domenica senz’ auto Dieci ore di blocco totale

Polveri ancora alle stelle, domenica si va a piedi dalle 8 alle 18. Non proprio tutti, però. Come sempre sono previste deroghe generose e abbondanti, rigorosamente esplicitate in un elenco più lungo dello stesso provvedimento di blocco. Potranno circolare, oltre ai veicoli «puliti» , coloro che hanno necessità dettate da motivi medici, religiosi, sportivi, politici o professionali. Circolazione libera nei tratti autostradali, sulle tangenziali e lungo le strade di collegamento con i parcheggi di interscambio. E ancora: «Ulteriori deroghe – si legge nell’ allegato all’ ordinanza – possono essere autorizzate dal comandante della polizia locale in caso di un’ evidenza eccezionale e documentata» . Attaccano gli ambientalisti: «Sono tra i più strenui difensori della domenica a piedi, almeno per il valore educativo – premette il consigliere dei Verdi, Enrico Fedrighini – Ma tutte queste deroghe la trasformano in una presa in giro per i cittadini. Così si danneggia la lotta allo smog, che sembra legata a misure estemporanee che non producono nulla di buono» . Milano spegnerà i motori per dieci ore e non per l’ intera giornata come annunciato inizialmente dal Comune. Il sindaco ha firmato ieri l’ ordinanza per il blocco domenicale delle auto, una delle misure d’ emergenza per fronteggiare l’ inquinamento. Un passo compiuto dopo aver analizzato l’ ennesimo bollettino impietoso delle centraline di rilevamento della qualità dell’ aria. «Domenica ci fermiamo- ha confermato Letizia Moratti – perché non abbiamo segnali che ci dicano che rientriamo per tre giorni sotto i limiti consentiti di smog» . Una decisione, quella di Palazzo Marino, presa in solitaria. I comuni dell’ hinterland non aderiscono allo stop. Regione e Provincia si chiamano fuori. Marcello Raimondi, l’ assessore all’ Ambiente del Pirellone, tiene a segnalare che «nessuno dei comuni presenti al tavolo, tranne Milano, ha manifestato la volontà di attuare il blocco delle auto domenica prossima» . «Noi comprendiamo che il Comune di Milano voglia radicalizzare le misure messe in campo dalla Regione- aggiunge – e non ci opponiamo. Ma la stragrande maggioranza degli altri comuni non vede le condizioni per blocchi della circolazione, sporadici o anche programmati» . Se il Pirellone mette i puntini sulle i, il presidente della Provincia, Guido Podestà, non è da meno. Si dice sorpreso per la decisione unilaterale del Comune e auspica un coordinamento tra istituzioni. «Perché è evidente che bisogna garantire servizi sostitutivi e fare in modo che per i cittadini non ci siano difficoltà» . L’ hinterland dunque dice no allo stop e i sindaci, anche se con sfumature diverse tra amministratori di centrosinistra, Pdl e Lega, segnalano che nessuna indicazione in tal senso è arrivata dalla Regione. «Salvo un ripensamento della Regione o un intervento sostitutivo della Provincia – puntualizza il sindaco di Sesto San Giovanni, Giorgio Oldrini- la nostra intenzione è quella di non aderire al blocco del traffico» . Palazzo Marino fa spallucce. «Noi facciamo questa scelta a garanzia della salute dei cittadini- commenta il vicesindaco, Riccardo De Corato- poi ogni sindaco fa le scelte che ritiene opportune» . Le misure del Comune continuano a essere ritenute timide e insufficienti dagli ambientalisti, Legambiente in testa. E contro il provvedimento firmato dal sindaco interviene anche il presidente del Codacons, Marco Maria Donzelli, per il quale il blocco domenicale «è come cercare di spegnere l’ incendio di un bosco con un bicchiere» . Se i valori del Pm10 non dovessero rientrare al di sotto del limite, domani si arriverebbe al diciottesimo giorno consecutivo di superamento e lunedì scatterebbero i divieti per la zona Ecopass, oltre a disposizioni restrittive per i riscaldamenti. © RIPRODUZIONE RISERVATA.
 

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