14 Febbraio 2011

SMOG: CODACONS FA CAUSA A LOMBARDIA PER FILTRI ANTIPARTICOLATO

SMOG: CODACONS FA CAUSA A LOMBARDIA PER FILTRI ANTIPARTICOLATO  
 

 
(ASCA) – Roma, 14 feb – Il Codacons, ”ha fatto causa alla Regione Lombardia, ex articolo 140 del Codice del Consumo, contro l’installazione sugli autoveicoli diesel di filtri antiparticolato”. Lo ha annunciato, in una nota, la stessa associazione dei consumatori.
Oggi, alle ore 9,30, presso il Tribunale di Milano, sezione I, dinanzi al giudice Laura Massari, si e’ tenuta l’udienza di discussione sulle memorie presentate da Codacons e Regione Lombardia. Il giudice, a seguito della discussione, si e’ riservato.
L’obiettivo del ricorso del Codacons e’ ”di accertare gli effetti lesivi provocati dalle delibere della Regione Lombardia n 8/10293 del 7.10.2009 e n. 8/10322 del 13.10.2009 che prevedono l’installazione sugli autoveicoli diesel dei filtri antiparticolato, correggendone gli effetti dannosi”.
Per l’associazione di consumatori, infatti, ”questi filtri sono piu’ dannosi che benefici per la salute. Infatti degradano le PM10, ma questo non vuol dire che le polveri scompaiano. Il dispositivo e’ dotato di una sostanza (l’ossido di cerio) che fa si’ che le polveri PM10 si agglomerino ed assumano dimensioni tali da essere catturate dal filtro. Ogni 300-400 Km il dispositivo, pero’, deve essere ripulito a pena di restare intasato ed il processo avviene ad una temperatura tale da sminuzzare le polveri, riducendole a dimensioni molto sottili. Queste polveri poi vengono espulse dal tubo di scappamento e liberate in atmosfera. Dunque, il dispositivo non distrugge nulla, solamente trasforma la polvere da grossolana a piu’ fine, rendendola pero’ piu’ aggressiva per la salute, come oramai testimoniato da un’amplissima letteratura scientifica. Se il PM 10 e’ dannoso, le micro PM prodotte dai dispositivi in questione lo sono ancora di piu’. Il particolato di dimensioni micro-metriche, infatti, come quelle assunte all’interno del filtro e poi dallo stesso rilasciate, e’ in grado di entrare nell’organismo in modo assai piu’ dannoso e senza poter essere, almeno in parte, eliminato”. ”Una volta inalato, – conclude il Codacons – il particolato di dimensioni nanometriche riesce a passare direttamente dall’alveolo polmonare alla circolazione sanguigna. In conclusione, il sistema non ha capacita’ anti-inquinanti, ma, al contrario, aggrava la situazione ambientale e peggiora la salute dei cittadini”.

 
 
 

 

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