1 Febbraio 2018

Smog, il Codacons chiede di commissariare Reggio

di Luciano Salsi REGGIO EMILIAL’ allarme lanciato nei giorni scorsi da Legambiente incomincia a produrre qualche effetto. Il disastroso bilancio dell’ inquinamento atmosferico registrato nel 2017 e nel primo mese di quest’ anno induce un’ associazione di consumatori ad invocare il risarcimento dei cittadini danneggiati e il commissariamento dei comuni coinvolti, mentre la Regione conferma lo stop ai Diesel euro 4 dal prossimo ottobre. Le misure più drastiche le chiede il Codacons (Coordinamento delle associazioni per la difesa dell’ ambiente e dei consumatori) sulla base dei dati dell’ Arpa, che dimostrano come otto città capoluogo dell’ Emilia Romagna abbiano oltrepassato l’ anno scorso i 35 giorni con valori di pm10 superiori al limite di 50 microgrammi al metro cubo, con in testa Reggio, Modena e Piacenza che ne hanno contati 83, più del doppio. Nei prossimi giorni il Codacons presenterà un esposto alle procure e ai prefetti della nostra regione affinchè sia aperta un’ inchiesta volta ad accertare le responsabilità di questa situazione di emergenza e gli eventuali reati. Perciò viene chiesto che le centraline urbane di monitoraggio siano sequestrate e affidate, per il controllo dell’ aria, all’ Esercito o al Noe, il Nucleo operativo ecologico dei Carabinieri. Nel mirino sono le otto città fuorilegge. L’ associazione preannuncia che chiederà ai prefetti di commissariarne le amministrazioni «a fronte della manifesta incapacità di garantire la salubrità dell’ aria e tutelare la salute della popolazione». Inoltre il Codacons sta predisponendo, nei loro confronti, un’ azione risarcitoria collettiva. Secondo l’ Agenzia regionale per la protezione ambientale, invece, ha poco senso puntare il dito contro i sindaci: «Nella pianura padana – osserva Luca Torreggiani dell’ Arpa – le misure adottate da un singolo comune hanno scarsissima efficacia. È quasi ininfluente agire a livello locale su un ampio territorio chiuso dalle Alpi e dall’ Appennino, nel quale le sostanze inquinanti ristagnano diffondendosi in modo uniforme. Si deve operare sull’ intero bacino. Perciò quest’ anno le quattro regioni padane hanno sottoscritto per la prima volta un accordo di bacino per uniformare i piani regionali contro l’ inquinamento atmosferico». Il risultato di questa intesa è messo in discussione da Gianluca Sassi. «L’ accordo – polemizza il consigliere regionale dei Cinque Stelle – non ha praticamente portato ad alcun miglioramento. Tutte le grandi città dell’ Emilia Romagna stanno soffocando sotto una nube di smog senza che la Regione abbia mosso un dito. Come al solito ci si aggrappa solo al caso, alla pioggia e al vento».In effetti la qualità dell’ aria continua ad essere pessima. Nella nostra città si sono contati nello scorso mese di gennaio ben 13 sforamenti. Il limite di 50 microgrammi al metro cubo è stato superato nei giorni 1, 5, 6, 13, 15, 16, 20, 22, 24, 25, 26, 27 e 30. Il perdurare dell’ alta pressione ha ostacolato la dispersione degli inquinanti. La Regione, per ora, si affida al Pair 2020, il piano regionale integrato, che dal primo ottobre 2018 al 31 marzo 2019 allargherà ai Diesel euro 4 il divieto di circolare da lunedì a venerdì dalle 8,30 alle 18,30. Dal 2020 tale restrizione riguarderà anche i veicoli a benzina euro 2, quelli a metano e gpl euro 1 e tutti i motocicli e ciclomotori.

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