9 Febbraio 2011

Smog, braccio di ferro tra Milano e hinterland

Smog, braccio di ferro tra Milano e hinterland
 

Sullo smog i rapporti tra Palazzo Marino e Comuni dell’ hinterland sono sempre stati difficili. Mai una decisione condivisa, troppe divergenze. L’ ultimo strappo è arrivato con le domeniche ecologiche: tutti i sindaci non hanno aderito. "Non siamo stati neppure interpellati", avevano tuonato. Era l’ ultima settimana di gennaio e le polveri sottili soffocavano tutti già da parecchi giorni. Intanto lo smog non si è fermato. Ieri è stato superato il bonus europeo: già 36 giorni sopra la soglia, su 35 concessi ogni anno. I numeri sembrano una ripetizione identica. Ogni giorno. Ieri in via Senato si è toccato 180, con il limite fissato a 50. Per questo arriveranno le sanzioni. "Le sanzioni non arriveranno al Comune ma direttamente a Roma", spiega un po’ indignato il vicesindaco, Riccardo De Corato. Secondo lui sarebbero gli ambientalisti "menagrami" il vero problema della città. E ancora: "La soglia non è stata superata solo da Milano – ha continuato – ma da tutto il Nord". Per questo forse l’ incontro previsto oggi a palazzo Isimbardi (in Provincia) farà un po’ di chiarezza: parteciperanno tutti i Comuni dell’ hinterland, Regione, Arpa, il professor Antonio Ballarin Denti, docente di Fisica dell’ ambiente all’ Università Cattolica e il Codacons. Proprio ieri l’ associazione dei consumatori ha svelato la sua proposta: targhe alterne in tutta la Provincia e riduzione dei limiti di velocità. Regione: "Presto un piano" "Stiamo studiando nuove iniziative che potremmo rendere note nei prossimi giorni", ha annunciato ieri il presidente della Regione Roberto Formigoni. Quanto a Milano e alla Lombardia come luoghi più inquinati d’ Europa, il presidente ha replicato in dialetto lombardo "tucc ball (tutte balle, ndr)". "Non è vero – ha concluso – perché ci sono regioni e città più inquinate in Italia e in Europa".
 

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