10 Febbraio 2005

«Smog, blocco al Nord un giorno su sette»

«Smog, blocco al Nord un giorno su sette»

Chiamparino contro Matteoli. Che ribadisce: nessun decreto

ROMA – «Il ministro vuole il blocco totale? Benissimo, vorrà dire che chiuderemo le città». È polemico e provocatorio solo fino ad un certo punto il sindaco di Torino. In veste, oltre che di primo cittadino di una tra le città del nord maggiormente attaccata dalle polveri sottili, anche di coordinatore nazionale delle città metropolitane dell?Anci (l?associazione comuni italiani), Sergio Chiamparino attacca: «È l?estrema ratio, l?unica per dire davvero che abbiamo dato un segnale forte. Però dobbiamo farlo tutti insieme, i sindaci delle città del Nord, l?aria inquinata si muove e il sacrificio di Torino è inutile se i comuni limitrofi continuano a scaricare smog. E poi, solo se parte un piano nazionale di investimenti per disincentivare l?auto privata io mi sentirò di andare in tribunale a dire che ho fatto tutto il possibile. Altrimenti avrò solo somministrato un?aspirina». Le polveri sottili superano i limiti per oltre 35 giorni, tetto massimo previsto dalle direttive Ue (è già accaduto a Padova, Verona, Vicenza, sta per accadere a Torino, Milano, Treviso, Venezia, Rovigo) e il ministro per l?ambiente Altero Matteoli avverte i sindaci: «Preparatevi ai blocchi totali». Poi conferma: «Nessun nuovo decreto sui limiti delle polveri sottili ma linee guida per un monitoraggio che dia più tranquillità». E intanto studia con i tecnici nuovi posizionamenti delle centraline e i «nasi antismog», sofisticati sistemi per distinguere le cause delle emissioni.
Se a Roma studiano, nella pianura padana fremono. Il sindaco di Padova, Flavio Zanonato , al blocco però non ci sta. «Io la città non la chiudo. Se vuole questo il ministro, lo faccio lui, chiuda pure tutto il Nord». Reagisce indispettito anche il primo cittadino di Venezia Paolo Costa . «Blocco totale? Va bene, lo faremo, se il ministro vuole metterò il tappo alle ciminiere delle industrie, farò spegnere i riscaldamenti nelle case, obbligherò tutti ad andare a piedi o in bicicletta. È da 3 anni che dico: attenti, il primo gennaio 2005 arriverà, dateci regole oltre che soldi. Ma nessuno ha fatto nulla».
Auto ferme? Il sindaco di Vicenza, Enrico Hullweck , l?ha fatto, per 4 giorni, rischiando il linciaggio dei negozianti. «È stato un test importante. Adesso posso parlare dati alla mano – spiega -. I 4 giorni di blocco totale dalle 9 alle 18 hanno prodotto una diminuzione delle polveri sottili del 15-20%. Un risultato significativo. Però non basta. Io ero fuorilegge, con un livello superiore a 50, e lo sono tuttora». A Verona, il sindaco Paolo Zanotto dice: «Bene il blocco, l?autobus gratis la domenica, le targhe alterne, noi ce le abbiamo dall?autunno. Ma non sono solo i capoluoghi di provincia a doversi muovere, i comuni intorno non fanno nulla, ecco perché chiedo un coordinamento regionale».
A Rovigo il limite dei 35 giorni sta per scadere. Il sindaco Paolo Avezzù ha varato le targhe alterne da sabato per tutta la prossima settimana. «Se ci sarà bisogno farò anche il blocco. Rovigo è una città piccola, andare a piedi o in bicicletta non è come farlo a Milano. Ma è chiaro che non basterà. Aspettiamo disposizioni dalla Regione». Già, la Regione. Il Veneto tace. La Lombardia (dove Lodi e Sondrio sono a un passo dallo sforamento) qualcosa almeno la dice.
«Stiamo ragionando sulla possibilità di fermare le auto – dichiara il presidente Roberto Formigoni -, lo vedremo in un incontro che abbiamo oggi con i sindaci». Intanto il Codacons ha fatto un esposto alla Procura della Repubblica di Milano contro il sindaco Albertini e contro lo stesso Formigoni. Inoltre, l?associazione dimostrerà in tribunale che 3 bambini su 10 si sono ammalati di bronchite esclusivamente a causa dello smog. E chiederà i danni. A Milano oggi è il 32° giorno di superamento dei limiti, si procede con le targhe alterne, così come accade a Roma, Torino, Padova, Venezia, Verona e Belluno.

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