18 Dicembre 2009

Smog, avvisi di garanzia a Milano: e a Mantova allora..?

 FORUM MANTOVA / CITTà DEI CITTADINI L’avviso di garanzia al presidente Formigoni e a Moratti e Podestà, sindaco e presidente della Provincia di Milano, conseguente a un esposto del Codacons, induce a una riflessione. L’esposto è motivato dal fatto che queste autorità non hanno preso provvedimenti contro l’inquinamento da polveri sottili, nonostante le centraline abbiano registrato superi dei limiti consentiti per 84 giorni nei primi 11 mesi dell’anno, contro i 35/anno oltre i quali l’UE prescrive l’adozione di sanzioni. Negli ultimi anni sono state molte le denunce in proposito archiviate dalle Procure, ma questa volta a render più seria la denuncia c’è un dossier proprio del Comune di Milano (!) che mette in stretta relazione accessi al pronto soccorso per patologie polmonari e picchi di inquinamento. La classifica di Legambiente pone Mantova al 4º posto in Italia con 108 giorni di superi, Milano è al 10°! E le centraline mantovane risultano spesso fuori uso, per cui i 108 giorni del rapporto Legambiente (centralina di via Ariosto) sono rapportati a circa 250 giorni anziché a 11 mesi completi! Pertanto il dato reale è peggiore di quanto appare. La morale è che servono provvedimenti seri perché qui si pregiudica gravemente la salute dei cittadini. Nella nostra città la causa degli sforamenti è soprattutto il sistema industriale, in primis centrali termoelettriche, raffinerie e inceneritori (è stato verificato più volte che i blocchi del traffico non riducono più di tanto le concentrazioni di PM10). Ci chiediamo: contro chi il Comune ha inviato un esposto per l’emergenza polveri? Non è il sindaco il primo responsabile della salute dei mantovani? Non è lui/lei a dover emettere un’eventuale ordinanza? Non è la Conferenza dei sindaci, organismo di cui è presidente il sindaco di Mantova, il primo interlocutore dell’Asl? Questa importante istituzione non è mai stata attivata. Il sindaco, ad esempio, ha il potere (dovere?) di imporre l’utilizzo industriale del gas metano al posto dell’olio combustibile, assai più inquinante. Perché non l’ha mai fatto? Quando si parla di risanamento ambientale a Mantova, si pensa al sottosuolo del polo chimico o all’acqua dei laghi. Tutto sacrosanto, ma all’aria che respiriamo no? E’ la peggiore d’Europa e forse del mondo! L’Organizzazione Mondiale della Sanità ci assegna 3 anni di vita media in meno a causa dello smog e cosa è stato fatto per alleviare questa situazione? Qualche fermata del traffico ma tante/i centrali termoelettriche e inceneritori in più! Occorre invertire la rotta, ma non solo nel Mantovano. L’aria non ha confini, bisogna coinvolgere tutti i sindaci della provincia «pattumiera elettrica della Lombardia», per far pressione su stato e regioni al fine di ottenere: abolizione del vergognoso Cip 6 (che ha assimilato alle fonti rinnovabili l’attività di inceneritori, centrali termoelettriche e raffinerie, destinando loro i relativi ingenti contributi che noi troviamo in bolletta), per assegnare quegli incentivi alle sole fonti energetiche rinnovabili, che in futuro dovranno integrare-sostituire le fonti fossili; adozione di filtri e abbattitori per le centrali termoelettriche (modello legislazione californiana) e altre industrie inquinanti; raccolta differenziata spinta e conseguente progressiva chiusura degli inceneritori; completamento e pubblicazione del registro tumori in modo che le popolazioni possano sapere e fare confronti con luoghi meno disastrati dei nostri. Tutte cose facili da dire, molto meno da ottenere e che richiedono tempi lunghi. Ma bisogna pur cominciare. Promesse elettorali e azioni demagogiche servono a poco. Servono idee chiare e azioni concrete.

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