Smog, ancora targhe alterne ma alte emissioni. Legambiente: “Ultimi per rete metro”, Verdi: “Denunciamo Tronca”
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fonte:
- il Corriere di Roma
– Secondo giorno di targhe alterne a Roma contro l’ allarme smog. Dalle 7.30 di questa mattina nella Capitale è in vigore il divieto di circolazione nella cosiddetta Fascia Verde per i veicoli con targa pari, fino alle 12.30 e dalle 16.30 alle 20.30. Potranno circolare i veicoli meno inquinanti: metano, gpl, ibride, euro 6, ciclomotori due ruote quattro tempi euro 2 e motocicli quattro tempi euro 3. Ieri il divieto ha riguardato le targhe dispari. Nel pacchetto antismog del Campidoglio è previsto anche oggi l’ ecobit, ovvero la possibilità di usare fino a mezzanotte sulle linee di trasporto pubblico di superficie e nella metropolitana il biglietto da 1,50 euro con una sola obliterazione. Su indicazione del commissario straordinario di Roma Francesco Paolo Tronca Atac ha anche potenziato i servizi del trasporto pubblico.Nonostante a Roma ieri ci fossero le targhe alterne rimane nella Capitale l’ allarme smog: restano alti i valori delle Pm10 nell’ aria. È quanto si legge nel bollettino giornaliero fornito dall’ Arpa Lazio. Il limite giornaliero delle polveri sottili è stato superato ieri in 11 centraline su 13.Il limite massimo giornaliero da non sforare è fissato dalla legge per le Pm10 a 50 ug/m3. Ieri a Roma le centraline hanno registrato 67 a Preneste, 58 a Francia, 56 a Magna Grecia, 53 a Villa Ada, 66 a Cavaliere, 51 a Fermi, 59 a Bufalotta, 57 a Cipro e 58 ad Arenula. I picchi più alti sono stati a Cinecittà dove la centralina ha toccato i 92 e a Tiburtina dove si è arrivati a 76 – alla stazione Tiburtina si è registrato anche il superamento del valore limite massimo orario per NO2 previsto dalla normativa vigente (205 ug/m3 su 200). Valori nella norma nelle centraline di Malagrotta (48) e Guido (34).( Roma è ultima tra le capitali e le grandi città europee per dotazioni di metropolitane, tram, ferrovie suburbane. Lo afferma Legambiente rilevando che senza un reale cambio delle politiche nazionali la situazione rimarrà invariata. «Emerge con chiarezza una distanza abissale sia rispetto alla dotazione infrastrutturale di città molto più piccole come Amsterdam, Bruxelles o Vienna, che di aree metropolitane più grandi come Londra o Parigi. Roma si trova indietro anche rispetto a una città come Budapest». La Capitale, spiega l’ associazione ambientalista, offre una media di 0,077 km di metropolitane, linee suburbane e tram ogni 1.000 abitanti che è la dotazione più bassa in assoluto. Un altro record della città eterna è quello del possesso di automobili, pari a 71 ogni 100 abitanti, quando a Berlino sono 35 e a Londra 36. La situazione di Roma nei prossimi anni non cambierà, secondo Legambiente «perchè non c’ è un solo chilometro di nuove linee di tram in cantiere o finanziato, mentre per le linee metropolitane è stato finanziato solo il prolungamento della Metro C per 3,6 chilometri in più rispetto alla situazione attuale. Per il resto promesse vaghe e nessuna speranza, neanche per la famosa chiusura dell’ anello ferroviario di cui si parla da oltre 20 anni». Matteo Renzi da sindaco di Firenze «inaugurava la linea di tram da Santa Maria Novella a Scandicci che ha obiettivamente tolto migliaia di auto dalle strade» ricorda il vice presidente di Legambiente Edoardo Zanchini osservando che «da quando è a Palazzo Chigi inaugura la Variante di valico, promette il Ponte sullo Stretto di Messina e investe miliardi di euro in strade e grandi opere, dimenticando come sia nelle città il problema più grave della mobilità in Italia. Nella Legge di stabilità, non sono state stanziate risorse per comprare treni per i pendolari, come invece continuano a fare tutti gli altri Paesi europei, proprio perchè consapevoli che quella della mobilità urbana è una questione nazionale. Guardando a quanto il governo Renzi ha stanziato per Anas, FS e grandi opere – conclude Zanchini – si ha la conferma del totale disinteresse per le aree urbane e del fatto che milioni di italiani continueranno a vivere nella situazione di inquinamento che subiamo in questi giorni».«Il rilancio vero del trasporto pubblico deve essere al centro dell’ azione amministrativa presente e futura» . Lo sostiene Legambiente Lazio, in una nota, pubblicando i dati sulla mobilità pubblica romana: «nel 2015, considerando metropolitane e la Roma-Lido ci sono stati ben 40 giorni di stop al servizio per le metro, provocati per 29 volte da guasti tecnici; da giugno in poi il bilancio è disastroso con 29 stop in 6 mesi; una media di circa uno stop ogni 6 giorni, tra le peggiori della storia delle metro romane. Tra le tratte la maglia nera va alla Metro B con 14 giorni di chiusura». Secondo lo studio di Legambiente, la capitale offre poi una media per ogni 1000 abitanti di 0,077 km di trasporto su ferro (tra metro, suburbane e tram) dotazione più bassa in assoluto al confronto di tutte le grandi città europee. Conseguentemente il possesso di automobili a Roma è pari a 71 auto ogni 100 abitanti, (contro le 35 di Berlino e le 36 di Londra). «Una situazione del TPL che – viene spiegato – non cambierà nei prossimi anni per Roma, visto che non ci sono in cantiere nuovi tram e che per le linee metropolitane è stato finanziato il solo prolungamento della Metro C (3,6 chilometri in più rispetto alla situazione attuale)». «Roma è ultima in Europa per mobilità sostenibile e quest’ anno la metro ha fatto registrare record negativi di giorni fuori servizio, anche per questo la capitale sta soffocando nello Smog – afferma Roberto Scacchi presidente di Legambiente Lazio – e a conclusione di questo annus horribilis è arrivata addirittura la sciagurata scelta di chiudere il servizio metro dalle 13 in poi per l’ intera giornata di Natale, una decisione senza precedenti e che ha lasciato appiedati decine di migliaia di romani e turisti nei primi giorni del Giubileo. Il confronto con le altre grandi città del continente è poi impietoso se si tiene in considerazione il trasporto pubblico su ferro». Intanto anche ieri le centraline di monitoraggio del PM10 hanno registrato valori negativi: la peggiore continua ad essere quella di Cinecittà con 79 ug/m3 e che ha raggiunto un totale di 61 giorni con polveri oltre il limite nel 2015. Nelle zone più inquinate di Roma, come l’ Aurelia, c’ è un aumento della mortalità del 7%. È quanto denuncia il dossier sullo smog nella Capitale presentato questa mattina dai Verdi. Le principali malattie rilevate, secondo uno studio dell’ epidemiologo ed esperto di inquinamento atmosferico Francesco Forastiere, sono quelle cardiovascolari e il tumore al polmone, la cui incidenza è superiore del 9% nelle aree dove gli inquinanti hanno i livelli più alti. I risultati dello studio, riferiscono i Verdi, mostrano come esista un aumento medio del rischio medio di mortalità del 4 e del 6% ogni 10 microgrammi in più per metro cubo di polveri sottili e biossido d’ azoto. Le morti dal 2001 al 2010 per cause cardiovascolari sono state oltre 60mila, più di 22mila quelle per malattie ischemiche del cuore, circa 9mila per malattie respiratorie e 12mila per tumore al polmone. «Se a Roma venissero rispettati i limiti di Pm2,5 segnalati dall’ Oms l’ aspettativa di vita aumenterebbe di oltre 12 mesi e si conterebbero quasi 1.300 morti in meno l’ anno – spiega il portavoce dei Verdi di Roma Gianfranco Mascia – Questo porterebbe un risparmio per le famiglie e lo Stato di oltre 2 miliardi di euro. Lo stesso accadrebbe per gli standard da Pm10: ci sarebbero quasi 600 ricoveri in meno per malattie respiratorie e oltre 400 in meno per problemi cardiovascolari, con risparmi complessivi stimati in 4 milioni di euro».A Roma le targhe alterne non sono la soluzione visto che «non tagliano le emissioni del 50% ma solo del 10-15%». È quanto si legge nel dossier sullo smog nella Capitale presentato questa mattina dai Verdi. «Le soluzioni delle targhe alterne non sono la risposta adatta visto che così si consentirebbe a più di 1,3 milioni di auto di circolare – spiega il portavoce dei Verdi di Roma Gianfranco Mascia – l’ unica soluzione possibile per combattere l’ emergenza inquinamento è il blocco totale del traffico». «Il giudizio negativo sulle targhe alterne – prosegue – è confortato dalle parole di Francesco Forastiere, epidemiologo ed esperto di inquinamento atmosferico. Secondo l’ esperto le targhe alterne non tagliano le emissioni del 50% ma solo del 10-15%. Nell’ orario di intervallo tutti circolano liberamente. Meglio un giorno di stop totale che tre o quattro di targhe alterne». I Verdi consegneranno il dossier sullo smog al commissario straordinario di Roma Francesco Paolo Tronca. Al prefetto daranno anche le loro proposte per un piano anti-inquinamento nella Capitale, 15 consigli contro lo smog: dal blocco totale del traffico alla sperimentazione dell’ ecobit per più tempo, da bus navetta che percorrano tutto il lungotevere all’ aumento dei controlli per le caldaie, dall’ apertura dei cantieri per 21 piste ciclabili ‘leggerè all’ acquisto di bus elettrici, dal divieto di entrata in Ztl ad auto con un solo passeggero al bike-sharing fino all’ attivazione di un centro di raccolta delle merci Hub per i commercianti del centro storico.«Se non arriveranno i giusti provvedimenti dal commissario Tronca domani presenteremo un esposto alla Procura della Repubblica per denunciarlo». Ad annunciarlo il portavoce dei Verdi di Roma Gianfranco Mascia durante un sit-in davanti Montecitorio. «Le targhe alterne non servono niente dicono gli scienziati – spiega – ma servono il blocco totale del traffico, più ciclabili e il divieto ai suv di circolare. Inoltre si potrebbero creare gli hub per il trasporto delle merci in centro utilizzando mezzi elettrici». «A Roma non si stanno prendendo le misure giuste – aggiunge – Non è possibile che Tronca cambi idea sul blocco totale del traffico perchè i commercianti non sono d’ accordo. Il suo dovere primario è difendere salute dei cittadini». – «Blocco della circolazione e targhe alterne sono stati un vero e proprio fallimento, hanno creato disagi ai cittadini senza avere effetti reali sui livelli di inquinamento dell’ aria. Alla luce di tale incontestabile realtà, il Codacons rivolge oggi un appello al Governo e ai sindaci delle principali città». Lo sostiene, in una nota, il Codacons. «Proponiamo di rendere gratuiti i mezzi pubblici nelle ore di punta, quando cioè i cittadini si spostano per andare a scuola o al lavoro – spiega il presidente Carlo Rienzi – È evidente che l’ emergenza smog non può essere risolta con misure di limitazione della circolazione privata. Servono quindi provvedimenti strutturali in grado di disincentivare l’ uso delle auto private e sostenere l’ utilizzo del trasporto pubblico». «Per questo – conclude Rienzi – a Roma e nelle città a maggiore rischio smog il trasporto pubblico locale deve essere potenziato e reso gratuito nelle fasce orarie di punta, quando cioè si registra il maggior numero di automobili in circolazione, nello specifico la mattina e alla chiusura degli uffici».
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