15 Dicembre 2011

Smentito il Tar Lazio: i tifosi obbligati a un esborso inutile  

Smentito il Tar Lazio: i tifosi obbligati a un esborso inutile
 

Andrea Lodato Catania. Serviva il pronunciamento del Consiglio di Stato per confermare a chi aveva ancora qualche dubbio, che la tessera del tifoso così come è stata concepita dall’ ex ministro dell’ Interno, Maroni, ed accettata dai vertici del calcio italiano, Federazione in testa e Lega a seguire, era un inganno, potremmo spingerci sino a definirla una truffa bella e buona ai danni dei tifosi. Comunque, la bolla il Consiglio di Stato, accogliendo i ricorsi di Codacons e Federsupporter, come una pratica illegittima per come è stata concepita e realizzata. Come minimo, aggiungiamo, perché, parola dei giudici questa, «l’ abbinamento inscindibile (e quindi non declinabile dall’ utente) tra il rilascio della tessera di tifoso e la sottoscrizione di un contratto con un partner bancario per il rilascio di una carta di credito prepagata potrebbe condizionare indebitamente la libertà di scelta del tifoso-utente e potrebbe pertanto assumere i tratti di una pratica commerciale scorretta ai sensi del Codice del consumo». Il Consiglio di Stato dice che la procedura potrebbe condizionare, ma il condizionale cade da solo, perché chi ha sottoscritto la tessera ha dovuto accettare le condizioni-capestro che stavano, per la verità nemmeno nascoste, dietro l’ operazione. E ora? Ora sulla base di queste motivazioni, spiegano le associazioni ricorrenti «i giudici del Consiglio di Stato ordinano al Tar del Lazio di fissare una nuova udienza e discutere nel merito il ricorso, valutando quindi la sussistenza delle illegittimità denunciate dai due enti». Si riparte dal pronunciamento del Consiglio di Stato, dunque, ma anche dal fatto che sulla tessera del tifoso nel corso dei mesi, nonostante la strenua difesa del Ministero dell’ Interno sono cadute le certezze di chi l’ ha voluta e le ipocrisie di chi l’ ha accettata: gli incidenti negli stadi sono diminuiti non per la tessera ma per i sistemi di controllo e i provvedimenti assunti già da anni e che sono entrati strada facendo a regime, la tessera, al contrario, ha creato confusione nelle trasferte "open", con contaminazioni rischiose in settori non dedicati agli ospiti e, in molti casi, anche con scontri, appunto, nelle aree neutre tra tifosi di casa e ospiti non in possesso di tessera. Maroni non c’ è più, la sua tessera al Viminale è scaduta, ora c’ è il prefetto Annamaria Cancellieri che ha detto: «Nutro grande rispetto per le sentenze, leggerò la sentenza e dopo vedremo cosa fare». Il presidente della Federcalcio, Abete, ha detto: «Dobbiamo approfondire i contenuti e capire se l’ illegittimità è collegata ad aspetta specifici. La tessera come uso primario serve per garantire sicurezza e tutelare la fruibilità dello stadio». Con qualche speranza si può attendere da parte del ministro una opportuna rivisitazione della tessera, quanto ad Abete abbiamo detto: la sicurezza e la tessera hanno ben poco in comune, e sulla fruibilità degli stadi venga Abete a chiedere ai tifosi in coda ai tornelli e tessera in mano quanto sono diventati fruibili.

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